Economia

Turismo e agricoltura cercano stagionali, ma l’offerta è bassa

Situazione oramai cristallizzata per Carlo Massoletti (Confcommercio) e Giovanni Garbelli (Confagricoltura)
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Uno dei settori più legato alla stagionalità è l'agricoltura
Uno dei settori più legato alla stagionalità è l'agricoltura

È un sottobosco ancora poco conosciuto, quello dei lavoratori stagionali. Eppure in un Paese a grande vocazione turistica come l’Italia, rappresentano una fetta considerevole in molti comparti. Basti pensare che nel Bresciano a fronte di 7mila lavoratori totali nei settori alberghiero e della ristorazione, il 53% è a tempo indeterminato, il 21% è a tempo determinato non stagionale e la quota degli stagionali ammonta addirittura al 26%.

«E la domanda è in crescita perché stanno aprendo molti alberghi stagionali e ristoranti di qualità. Significa che la ricerca di lavoratori temporanei sarà ancora più marcata nel prossimo futuro», conferma il presidente di Confcommercio Brescia Carlo Massoletti. D’altronde, in una provincia dove le località lacustri vengono letteralmente prese d’assalto in estate e dove le montagne sono percorse da migliaia di turisti in inverno, «stagionalità» pare ormai essere la parola d’ordine per fare del buon business.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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