Economia

Almici: «L’agricoltura torni al centro delle politiche europee»

La deputata di Fratelli d’Italia commenta anche il rinvio dell’accordo col Mercosur alla Corte di Giustizia: «Un momento di riflessione necessario»
Una protesta degli agricoltori - © www.giornaledibrescia.it
Una protesta degli agricoltori - © www.giornaledibrescia.it
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L’accordo tra Unione europea e Mercosur torna al centro del dibattito politico, accompagnato dalle proteste degli agricoltori davanti alle istituzioni comunitarie, in particolare a Strasburgo. Mobilitazioni che hanno riacceso l’attenzione sulla tutela delle produzioni agricole europee proprio mentre l’intesa entra in una fase istituzionale delicata del suo iter legislativo.

Sul tema interviene Cristina Almici, deputata di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Agricoltura della Camera, che ribadisce una posizione netta: «L’agricoltura deve tornare stabilmente al centro delle politiche europee. Le manifestazioni non sono un episodio isolato, ma il segnale di una preoccupazione diffusa e fondata. Gli agricoltori chiedono ascolto, tutele reali e regole uguali per tutti».

Secondo Almici, alcuni comparti risultano particolarmente esposti agli effetti dell’accordo: carni bovine e avicole, riso, mais e zucchero. «Sono filiere sensibili – sottolinea – dove il rischio di concorrenza sleale e di pressione sui prezzi è concreto. Per questo l’Italia ha chiesto clausole di salvaguardia efficaci e strumenti di intervento rapidi in caso di squilibri di mercato».

L'onorevole Cristina Almici - Foto © www.giornaledibrescia.it
L'onorevole Cristina Almici - Foto © www.giornaledibrescia.it

Accanto alle criticità, la deputata riconosce possibili opportunità per alcune eccellenze del Made in Italy, come vino e formaggi Dop, citando in modo specifico il Grana Padano. «La riduzione dei dazi può favorire la crescita, ma solo a condizione di regole chiare, controlli rigorosi e piena reciprocità».

Il rinvio

Un passaggio chiave, secondo Almici, è il rinvio dell’accordo alla Corte di Giustizia dell’Unione europea: «Un momento di riflessione necessario per verificare la compatibilità dell’intesa con gli standard sanitari, ambientali e produttivi europei. Non un no ideologico, ma una richiesta di garanzie».

In questo quadro si inserisce l’istituzione della nuova Task Force europea sul Mercosur, sostenuta dal Governo italiano. «Uno strumento operativo essenziale – spiega – per monitorare le importazioni, rafforzare i controlli e rendere applicabile il principio di reciprocità». Attraverso la Task Force «sarà possibile attivare in modo tempestivo le clausole di salvaguardia, intervenire in presenza di anomalie di mercato e garantire che non entrino in Europa prodotti ottenuti con pratiche vietate ai produttori europei».

«Chi esporta in Europa deve rispettare le stesse regole dei nostri agricoltori – conclude Almici –. Senza concorrenza leale si mettono a rischio intere filiere». Un impegno che, secondo Almici, si affianca agli interventi già messi in campo dal Governo, con oltre due miliardi di euro destinati al settore e il rafforzamento di strumenti come il piano Coltiva Italia. «È questa la direzione: un’Europa che ascolta e un’Italia che guida».

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