Corda Molle, «col pedaggio impatto negativo sull’economia bresciana»

Dodici associazioni di categoria bresciane esprimono forte preoccupazione per la situazione creatasi con l’introduzione del pedaggio sulla Corda Molle, annunciato con attivazione dal 1 marzo 2026 in modalità free-flow.
La scelta, se confermata, determinerà da tale data un costo diretto e strutturale su mobilità di lavoro, logistica e spostamenti quotidiani, con un impatto negativo sulla competitività del sistema economico bresciano. A sostenerlo sono Ance Brescia, Assopadana Claai, Cia Est Lombardia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato Brescia e Lombardia orientale, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti della Lombardia Orientale, Confindustria Brescia e Fai–associazione di Brescia e Lombardia Orientale.
L’introduzione del pedaggio rischia, tra l’altro, di produrre effetti controproducenti: spostamento del traffico sulla viabilità ordinaria, più congestione nei centri abitati, peggioramento dei tempi di percorrenza e aumento delle emissioni legate allo «stop & go».
É quindi urgente l’individuazione di una soluzione che rimuova l’onere del pedaggio per l’utenza legata al lavoro. Questo anche in coerenza con gli impegni annunciati nel corso di manifestazioni pubbliche lo scorso anno, oltre a quanto riportato nella nota del 10 febbraio 2026 con cui il Mit ribadiva l’assenza di pedaggio almeno per i residenti dei Comuni interessati e richiamava l’attenzione anche sul tema delle attività produttive, ritenendo che l’accordo andasse incontro «anche alle attività produttive della zona, considerato che la maggioranza dei mezzi sarà infatti esentata dal pagamento».
La soluzione ad oggi adottata, purtroppo, non corrisponde a quegli impegni, non tutelando, come promesso, anche la mobilità da lavoro e la logistica delle imprese. Sono quindi necessarie azioni conseguenti, verificabili e coerenti con quanto dichiarato.
La vicenda del pedaggio sulla Corda Molle mette in luce, ancora una volta, come la gestione delle infrastrutture bresciane per la mobilità non sia organica e coerente con le dinamiche socio-economiche della comunità, quando, invece, servirebbe una visione complessiva che tenga insieme mobilità, logistica, sicurezza, impatti ambientali e competitività.
Le associazioni, auspicando quindi coerenza tra impegni annunciati e provvedimenti adottati, si mettono a disposizione per un confronto immediato con istituzioni ed enti competenti, nella convinzione che tutelare anche la mobilità di lavoro significhi difendere l’interesse generale del territorio.
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