CronacaBassa

Corda Molle, «gli enti di volontariato non paghino il pedaggio»

La richiesta arriva dal sindaco di Gavardo Davide Comaglio, in vista dell’introduzione del pagamento sulla tratta prevista domenica 1 marzo
Dal primo marzo scatterà il pedaggio sulla Corda Molle
Dal primo marzo scatterà il pedaggio sulla Corda Molle
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Nuova presa di posizione di un sindaco sul tema dell’introduzione del pedaggio sulla Corda Molle, previsto a partire da domenica 1° marzo. Il primo cittadino di Gavardo, Davide Comaglio, dopo aver firmato insieme ad altri 15 sindaci di Comuni esclusi dalle agevolazioni tariffarie la lettera congiunta inviata nei giorni al presidente della Provincia, scrive una nuova missiva – tutta sua – a Moraschini.

Oltre a ribadire la sottolineatura della disparità di trattamento tra Comuni (in particolare per lo sconto del 50% previsto per i residenti a Brescia), Comaglio pone l’accento «su un aspetto – scrive – ancor più rilevante dal punto di vista sociale: il ruolo delle associazioni di volontariato Ets che quotidianamente garantiscono servizi assistenziali essenziali a favore di anziani, malati e persone fragili.

La Corda Molle rappresenta per queste realtà un collegamento indispensabile. Solo la locale Associazione Volontari Gavardesi Ets, nel corso del 2025, ha effettuato, con le proprie auto attrezzate per trasporto di disabili, ben 113 viaggi di andata e 113 di ritorno per accompagnare pazienti all’Ospedale di Manerbio sfruttando la Corda Molle fino all’innesto di Poncarale. Ricordo che gli ospedali di Gavardo, Manerbio e Desenzano appartengono alla medesima Asst Garda, e che numerose associazioni di volontariato bresciane utilizzano quotidianamente la Corda Molle per trasferimenti sanitari tra le diverse strutture ospedaliere».

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Tutte le volte che Salvini ha detto che la Corda Molle sarebbe stata gratis

L’introduzione del pedaggio sarebbe impattante: «È evidente che montare dispositivi telepass su più autovetture (per non incorrere nell’aumento del pedaggio causato dalla spedizione cartacea) e il costo del pedaggio, ripetuto più volte al giorno, finisce per gravare sulle associazioni benefiche e conseguentemente proprio sulle persone più fragili, che già affrontano difficoltà economiche e sanitarie».

Per queste considerazioni, Comaglio, oltre a chiedere «una revisione delle condizioni applicate ai cittadini di Gavardo, affinché sia riconosciuto un trattamento equo e proporzionato rispetto a quello riservato ad altri Comuni con pari distanza dall’infrastruttura», propone «uno stanziamento dedicato o una forma di gratuità/agevolazione specifica per le associazioni di volontariato Ets, che svolgono un servizio essenziale per le nostre comunità e che non possono essere penalizzate da costi aggiuntivi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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