Economia

Conto alla rovescia per il Vinitaly: ecco tutte le cantine bresciane che saranno a Verona

A Verona dal 2 al 5 aprile la 55esima edizione della rassegna. Attesi un migliaio di «top buyers» provenienti da 65 Paesi
L'edizione 2019 di Vinitaly
L'edizione 2019 di Vinitaly
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Vinitaly è pronto a decollare dal 2 al 5 aprile a Veronafiere e si conferma la più prestigiosa vetrina mondiale del vino, con oltre 4mila aziende da tutta Italia e oltre mille top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi. La 55esima edizione del salone internazionale dei vini e dei distillati è stata presentata ieri a Roma da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, e Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere SpA. Alla conferenza stampa è intervenuto anche Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste.

I bresciani

Saranno un centinaio anche quest'anno le cantine bresciane presenti alla manifestazione: con la maggioranza ospitata come da tradizione al Palaexpo, il padiglione di Regione Lombardia. Il numero delle aziende bresciane presenti è leggermente inferiore agli anni passati e riflette una strategia ben precisa: c’è poco prodotto in cantina e le vendite stanno andando molto bene, da qui la decisione di rinviare la partecipazione ai prossimi anni.

L’industria vinicola del Belpaese vale 31,3 miliardi di euro, impegna 530 mila aziende con circa 870 mila addetti, ed è in cima alla speciale classifica relativa alla bilancia commerciale del made in Italy «tradizionale», quello delle 4A (Abbigliamento, Alimentare, Arredamento, Automazione) che vale ogni anno circa 200 miliardi di euro. Il contributo del vino, evidenzia l’analisi di Unione italiana vini, con 7,4 miliardi di euro di esportazioni nette, si colloca nel 2022 al primo posto per livello del saldo commerciale. Una scalata, quella del prodotto agricolo italiano più richiesto nel mondo, partita dal quarto posto del 2011 sino alla performance di oggi, con il sorpasso su altri comparti icona del lifestyle italiano come la gioielleria/bigiotteria, la pelletteria e l’abbigliamento.

I numeri

Anche per Brescia il 2022 è stato un anno, l’ennesimo, da brindisi con il botto con un valore alla cantina superiore ai 420 milioni di euro. Basta pensare che sono state vendute oltre venti milioni di bottiglie di Franciacorta con il mercato interno che ha rappresentato l’88,5 per cento del venduto con il restante 11,5 per cento di export, che ha segnato una crescita dell’11,3%, con la Svizzera che conferma il suo primato (20,3% dell’export totale), seguita da Giappone (13,7%) e Usa (12,1%). Si parla di crescita anche nei territori del Lugana, dove nel 2022 la Doc ha visto una crescita della produzione arrivando a fine 2022 a toccare 27,9 milioni di bottiglie prodotte (erano 27,5 milioni nel 2021), per un totale di 209.181 ettolitri imbottigliati.

«Vinitaly - commenta Silvano Brescianini, presidente del Consorzio Tutela Franciacorta - resta la vetrina più importante per il vino italiano e un’occasione per il sistema Italia irrinunciabile di potersi mettere in mostra con la nostra eccellenza. Quindi partecipare a Vinitaly è motivo di orgoglio perché ci possiamo presentare al mondo in modo unito e sinergico. Ormai la fiera del vino più importante d’Europa, esserci resta strategico per l’intero sistema italiano del vino che vuole aumentare le esportazioni».

Tra le 68 rotte di destinazione del vino italiano che convergeranno a Verona emergono, oltre alle consolidate piazze di Usa e Canada (oltre 200 top client), i 17 Paesi dell’Asia, guidati da Cina (130 top buyer), Giappone, Corea del Sud ma anche Hong Kong e Singapore, i 12 dal Centro e Sud America, con Brasile e Argentina in testa, nove stati africani e una mappa europea a quota 26 Paesi. «Dall’Irlanda arrivano messaggi negativi sul vino con le etichette - ha detto ieri il Ministro Francesco Lollobrigida - Vinitaly sarà la nostra trincea di controinformazione positiva».

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