Economia

Il comune di Castenedolo entra nell’area di produzione del Garda Doc

L’ampliamento interessa una porzione di territorio, ma in linea con il disciplinare. Giovanna Prandini: «La logica è quella del distretto più che del singolo consorzio»
Alice Scalfi
La denominazione interessa un’area vitata di oltre 31mila ettari tra Lombardia e Veneto
La denominazione interessa un’area vitata di oltre 31mila ettari tra Lombardia e Veneto

Meno confini tra denominazioni, più sinergie tra vino, turismo e promozione territoriale, ma anche una crescente attenzione ai temi della sostenibilità produttiva. È la direzione indicata dal Consorzio Garda Doc, che con l’ingresso di Castenedolo nell’area di produzione rilancia il progetto di una rete gardesana sempre più integrata, capace di valorizzare il territorio ben oltre i confini delle singole denominazioni.

Il tema è emerso giovedì sera alla Rocca di Lonato durante una serata inserita nel programma di Garda Wine Stories, il tour promosso dal Consorzio Garda Doc che in questi giorni ha portato sul territorio giornalisti italiani e stranieri, provenienti in particolare da Germania e Regno Unito, per conoscere da vicino le realtà produttive e le eccellenze enogastronomiche del lago.

L’appuntamento

La serata è stata però soprattutto occasione per celebrare l’ingresso del Comune di Castenedolo nella denominazione Garda Doc, operativo dalla vendemmia 2025. Un risultato rivendicato dal presidente Paolo Fiorini e dalla vicepresidente Giovanna Prandini, che hanno sottolineato il lavoro svolto dal Consorzio per arrivare all’inserimento della nuova area produttiva.

Al centro Giovanna Prandini e Paolo Fiorini
Al centro Giovanna Prandini e Paolo Fiorini

Tra i presenti anche il sindaco di Castenedolo Pierluigi Bianchini e Andrea Peri, titolare dell’azienda agricola Peri Bigogno, realtà vitivinicola attiva dal 1946 sulle colline castenedolesi. Fondata dalla famiglia Peri e oggi guidata da Andrea insieme alla moglie Francesca, l’azienda sarà la prima realtà del territorio a produrre Garda Doc dopo l’ingresso del Comune nella denominazione.

Il progetto

L’ampliamento interessa una porzione limitata di territorio, ma ritenuta coerente con le caratteristiche produttive dell’area gardesana. Una scelta che il Consorzio considerata strategica nell’ottica di una crescita basata non tanto sui confini amministrativi quanto sulla qualità e sulla continuità territoriale delle produzioni. «La logica è quella del distretto più che del singolo consorzio», ha spiegato Prandini, indicando la strategia perseguita negli ultimi anni.

La rete

Un approccio che punta a superare una visione frammentata della promozione vitivinicola per costruire un sistema capace di mettere in rete produttori, territori e filiere.

La Doc Garda si propone come una denominazione trasversale, in grado di affiancare le produzioni storiche dell’area gardesana valorizzandone al tempo stesso identità e riconoscibilità. La denominazione interessa un’area vitata di oltre 31mila ettari tra Lombardia e Veneto, di cui più di 3.200 nelle province di Brescia e Mantova, e rappresenta circa 250 utilizzatori. Un concetto ripreso anche dal direttore Alberto Panont, che ha definito Garda Doc una sorta di «cappello» capace di unire dieci denominazioni storiche sotto un’unica narrazione territoriale. Nel suo intervento ha inoltre richiamato il modello di sostenibilità sviluppato insieme al Gal Garda e Colli Mantovani, uno dei progetti sui quali il Consorzio sta investendo per il futuro della denominazione.

Il territorio

Attorno al vino, però, il Consorzio guarda sempre più all’economia del territorio nel suo complesso. Per questo alla Rocca erano presenti anche i rappresentanti delle Strade dei vini e dei sapori del Garda e dei Colli Longobardi, chiamati a condividere un percorso che punta sull’enoturismo come leva di sviluppo e promozione.

«Il vino rappresenta identità ed è uno strumento di scoperta del territorio», ha sottolineato Cristiano Malinverni, presidente della Strada dei vini e dei sapori del Garda, ricordando come il turismo enogastronomico sia oggi uno dei principali motori del comparto turistico nazionale e una risorsa strategica per destagionalizzare i flussi e creare nuove opportunità economiche.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Tendenze, algoritmi e cultura digitale: «Trend or Trash» con il GdBTendenze, algoritmi e cultura digitale: «Trend or Trash» con il GdB

Un libro che riflette su trend, contenuti virali e consumo culturale nell’era degli algoritmi.

SCOPRI DI PIÙ
GdB RUN | 7 giugno, piazzale Arnaldo. Iscrizioni aperteGdB RUN | 7 giugno, piazzale Arnaldo. Iscrizioni aperte

Novità 2026: due percorsi «Family» 5 km e «Ten» 10km

SCOPRI DI PIÙ
Aree protette e parchi: con il GdB due guide sulla natura brescianaAree protette e parchi: con il GdB due guide sulla natura bresciana

Un viaggio nelle terre bresciane: Dai laghi alle montagne, dal corso dei fiumi ai boschi di pianura

SCOPRI DI PIÙ