Economia

Coldiretti: Prandini si concentra su Roma e lascia Brescia

Le dimissioni all’assemblea di fine settembre. Tra le ragioni il crescente impegno a livello nazionale
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

Il presidente nazionale Ettore Prandini lascerà la guida di Coldiretti Brescia - Foto © www.giornaledibrescia.it
Il presidente nazionale Ettore Prandini lascerà la guida di Coldiretti Brescia - Foto © www.giornaledibrescia.it

Dopo 16 anni alla guida di Coldiretti Brescia, Ettore Prandini si appresta a lasciare la presidenza dell’associazione territoriale. L’annuncio è stato dato - un po’ a sorpresa - nel corso dell’ultima riunione di Giunta ed anticipa di circa un anno e mezzo quella che sarebbe stata la naturale scadenza del mandato.

Alla base della decisione, maturata negli ultimi mesi, non ci sono dissapori, rotture o problematiche interne all’associazione, anzi. Semplicemente il peso dei crescenti impegni sia a livello nazionale sia europeo ed una deroga - vicina alla scadenza - al regolamento nazionale di Coldiretti sul cumulo delle cariche. La stessa norma di regolamento che lo costrinse, nell’aprile del 2019, a dimettersi dalla carica di presidente lombardo di Coldiretti, incarico che passò al cremonese Paolo Voltini.

Il ragionamento che avrebbe esplicitato il presidente Prandini ai colleghi della Giunta è semplice: «Gli agricoltori di Brescia, prima provincia agricola italiana con oltre 1,6 miliardi di produzione lorda vendibile, si meritano un presidente presente quotidianamente sul territorio bresciano. Gli impegni del mandato nazionale sono diventati estremamente gravosi e mi impediscono di restare vicino come vorrei al nostro territorio al quale riserverò sempre un’attenzione speciale».

Il profilo

Figlio dell’ex ministro dei Lavori pubblici Gianni Prandini, laureato in giurisprudenza, Ettore Prandini è imprenditore agricolo di un’azienda zootecnica di bovini da latte e produttore di vino a Lugana. Nel 2006 arriva alla guida di Coldiretti Brescia prendendo il testimone da Franco Ferrari. A Palazzo Rospigliosi a Roma arriva nel novembre del 2018 (dopo 4 anni di vicepresidenza) prendendo il posto di Roberto Moncalvo e varando la giunta più giovane di sempre di Coldiretti. La formalizzazione delle dimissioni arriverà all’assemblea dei soci che lo ha eletto. Le assise di Coldiretti Brescia si svolgeranno con tutta probabilità il prossimo fine settembre.

Toto-nomine

L’attenzione è ora concentrata sul successore. E già si apre il «toto-nomine». Molte le ipotesi in campo, una sola certezza: il nome del futuro presidente di Coldiretti Brescia uscirà dal ristretto elenco dei 10 nomi della Giunta. Tra questi spiccano i vicepresidenti Silvano Brescianini (che è anche presidente del Consorzio Franciacorta), Nadia Turelli (responsabile di Donne Impresa) e Claudio Cestana; ma ci sono anche i membri di pirimo piano Alessandro Ferrari, Valter Giacomelli, Giovanni Martinelli, Carlo Linetti e Stefano Lancini; in corsa anche il delegato dei Giovani Davide Lazzari ed il presidente dei pensionati Angelo Visini).

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