A distanza di sole ventiquattro ore dalla ricezione di un’offerta per l’affitto di un ramo d’azienda, la tensione alla Bresciangrana resta alta. «Il quadro attuale all’interno dello stabilimento impone risposte immediate – lamentano le organizzazioni sindacali –. Le nostre preoccupazioni trovano purtroppo conferma in una situazione quotidiana inaccettabile: anche nella giornata odierna (ieri per chi legge, ndr), i dipendenti si trovano costretti a rimanere a casa a causa della sospensione della fornitura di energia elettrica».
Le posizioni
Lunedì l’azienda ha ammesso l’interruzione della fornitura di energia elettrica: «Il passaggio a un nuovo gestore legato alla presenza di alcune morosità – hanno spiegato i legali della società di Cignano – ha creato alcune criticità operative, che si sono risolte in serata. Ora la situazione di normalità è stata ripristinata». Al contrario i rappresentanti di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil annunciano che di fronte «a una paralisi operativa si aggiunge l’urgenza di tutelare i lavoratori cessati che, ad oggi, non sono ancora stati pagati; per tale ragione abbiamo già provveduto a inoltrare formali diffide all’azienda affinché si proceda immediatamente con i saldi dovuti».
Il punto
Due giorni fa, i vertici di Bresciangrana hanno comunicato con la ricezione dell’offerta di Novalat «irrevocabile e garantita da fidejussioni e che dà una certezza al futuro della società», hanno puntualizzato dal quartier generale nella Bassa. La notizia pare non sia stata accolta con la medesima soddisfazione dai sindacati: «Abbiamo appreso dagli organi di stampa che è giunta un’unica proposta per il contratto di affitto del ramo d’azienda di Bresciangrana, avanzata dalla società Novalat – scrivono in una nota i rappresentanti delle tre sigle confederali –. Come organizzazioni sindacali territoriali siamo in attesa di ricevere la convocazione ufficiale da parte dell’azienda (da noi già formalmente richiesta), per avviare il tavolo di confronto e l’esame congiunto in merito a questo nuovo passaggio».
Risposte concrete
Non solo. «In sede di esame congiunto sarà inoltre fondamentale approfondire i dettagli della proposta formulata da Novalat – continuano i rappresentanti dei lavoratori (sono 66 quelli ancora a libro paga, ndr) –, chiederemo di illustrare nel dettaglio il piano industriale e le modalità con cui l’azienda intende gestire e rilanciare l’attività produttiva del sito, tenendo anche conto dei requisiti di esperienza pregressa previsti originariamente dal bando. Il nostro obiettivo al tavolo sarà quello di analizzare il progetto e le garanzie economiche alla base di questa operazione, per assicurarci che vi siano tutte le condizioni necessarie per mantenere in forza gli interi organici e garantire il pieno e puntuale rispetto di tutte le spettanze contrattuali». Per tutti questi motivi, Fai Flai e Uila sollecitano «l’urgenza di una convocazione a brevissimo termine per avere risposte concrete sul ripristino delle normali condizioni operative dello stabilimento, sul saldo delle pendenze retributive e per avviare un confronto costruttivo e trasparente sul futuro occupazionale del sito».




