Economia

Occupazione: nel Bresciano è record, ma donne ancora ai margini

Angela Dessì
I dati riferiti al 2025: ai minimi storici il tasso di disoccupazione del 2,9%. Spedizionieri, commessi e operai generici sono le tre figure più richieste nella nostra provincia
Loading video...
Occupazione, nuovo massimo storico
AA

Il 2025 segna il record dell’occupazione per la nostra provincia, ma non è tutto oro quello che luccica. A evidenziarlo sono i dati Istat elaborati dal Centro studi di Confindustria Brescia come di Confapi Brescia: numeri alla mano, nello scorso esercizio l’occupazione nella nostra provincia ha segnato un nuovo record storico toccando quota 563mila occupati.

Il record precedente era quello del 2024, quando gli occupati erano stati 555mila. Del resto, dopo il ridimensionamento sperimentato nel 2020 con la pandemia, la crescita nel nostro territorio è stata costante, e l’andamento del 2025 del mercato del lavoro appare coerente con quanto registrato dal valore aggiunto complessivo, che, secondo le stime provvisorie, è cresciuto dell’1,1% sul 2024.

La tendenza 

La dinamica rilevata nel 2025 per l’occupazione (+8mila unità sul 2024) è il frutto di una forte crescita per la componente maschile (da 324mila a 334mila) e di una sostanziale stabilità per quella femminile (da 230mila a 229mila). Tali variazioni hanno determinato lievi incrementi nel tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni, che nel 2025 si è attestato al 67,8% (il valore più alto dal 2004): il dato è tuttavia inferiore a quello della Lombardia (69,6%) ma superiore alla media nazionale (62,5%).

Fisiologico il fronte della disoccupazione, che vede il numero delle persone in cerca di occupazione sostanzialmente invariato rispetto al 2024 (16 mila unità) e porta il tasso di disoccupazione bresciano al 2,9%, valore poco al di sotto del minimo storico registrato nel 2024 (2,8%) e ben al di sopra dell’analogo valore regionale (3%) e nazionale (6,1%).

Il genere

Tuttavia, vale la pena di frenare gli entusiasmi, soprattutto se si è donne. I dati, infatti, mostrano non solo che la crescita occupazionale del 2025 deriva esclusivamente dalla contrazione del numero degli inattivi (da 248mila a 244mila) a fronte di una sostanziale stabilità del numero dei disoccupati, ma anche come il tasso di attività delle donne sia ancora al palo.

Il tasso di attività al femminile nel Bresciano è del 58,8%%, sotto la media Ue del 70,8%
Il tasso di attività al femminile nel Bresciano è del 58,8%%, sotto la media Ue del 70,8%

Se infatti il tasso di attività maschile è pari all’80,3% (dal 78,6% del 2024) ed è in linea con quello dell’area euro (79,8% nel 2024), quello femminile è invece al 58,8% (era il 59,6% nel 2024), ben al di sotto della media europea (70,8%), dei Land tedeschi del Baden-Württemberg (78,3%) e del Bayern (79,4%). La bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro bresciano può essere dunque considerata come una potenziale risorsa occupazionale solo in parte sfruttata che invita, considerato anche l’inverno demografico, all’adozione di misure strategiche.

La domanda 

Quanto ai profili più richiesti, le elaborazioni di Confindustria Brescia sulla piattaforma Lightcast riguardano le professioni tecniche (17,7% degli oltre 87mila annunci), le professioni non qualificate (16,4%), quelle intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (13,7%), artigiani e operai specializzati (13,5%) e professioni nelle attività commerciali e nei servizi (13,4%). Fra i profili più ricercati, gli addetti allo spostamento e alla spedizione dei materiali o delle merci (6,6% della domanda complessiva), gli assistenti alle vendite (6,1%) e il personale non qualificato delle attività industriali (3,9%).

«Accanto ai risultati positivi, restano le incognite legate alle attuali tensioni geopolitiche mondiali e alcune sfide importanti, tra cui ampliare la partecipazione femminile al lavoro», commenta Fabrizio Vicari, vicepresidente di Confindustria Brescia con delega a Relazioni industriali e organizzazione, che indugia altresì sulle difficoltà delle imprese a trovare profili specifici. Sulla stessa lunghezza d’onda il leader di Confapi Brescia, Pierluigi Cordua, che si sofferma sulla strategicità del fattore umano. «Le imprese - dice - stanno compiendo uno sforzo importante per difendere il lavoro, considerandolo una risorsa strategica. In un contesto segnato da una crisi demografica evidente, trattenere e valorizzare le persone diventa un elemento decisivo per la competitività».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...