Mercato immobiliare: a Brescia prosegue crescita di prezzi e vendite

Il mercato della casa a Brescia ha avuto un 2025 «buono», che ha consolidato il percorso di recupero avviato nel 2024 dopo il rallentamento patito nel 2023. Buono significa che le compravendite hanno registrato un incremento di quasi otto punti percentuali, per la precisione del 7,9%, raggiungendo (dati dell’Agenzia delle entrate) le 3.199 transazioni in 12 mesi.
Merito di una domanda in crescita, nonostante un’offerta rimasta invariata, accompagnata dalla parallela e proporzionale risalita delle compravendite. All’annata soddisfacente hanno contribuito in misura più contenuta anche la progressiva convergenza tra valori richiesti e offerti in fase di negoziazione, e il miglioramento dei tempi di assorbimento da parte del mercato, situazioni che hanno favorito l’incremento della liquidità assieme al continuo lievitare dei prezzi, cresciuti del 3,3% su base annua per le abitazioni nuove o ristrutturate, e del 3,9% per quelle usate.
Il quadro
Sempre sui prezzi, il miglioramento della liquidità del mercato ha contribuito a una lieve riduzione dello sconto medio praticato in fase di negoziazione, assestato per le abitazioni nuove al 4,4% e per quelle usate all’8,5%. I tempi medi di vendita invece sono saliti per le abitazioni nuove, che oggi hanno una media di sei mesi, mentre sono stati stabili a cinque mesi per quelle usate.
A tratteggiare il quadro della situazione immobiliare della nostra città è stata l’analisi degli esperti di Nomisma, autori del primo Osservatorio immobiliare del 2026, dedicato ai numeri intermedi. Dall’Osservatorio emerge anche la condizione del mercato degli affitti, per cui il calo della domanda, unito alla riduzione dell’offerta, ha generato un disallineamento con allungamento dei tempi di assorbimento. Nonostante questo calo i canoni medi sono cresciuti del 4,5% su base annua, un rincaro che all’atto pratico vuol dire che un bilocale di 50 metri nella zona centrale della città può costare tra 800 e 1000 euro al mese, e nelle periferie non scende (mediamente) sotto i 600 euro.
La dinamica di crescita degli affitti riflette andamenti differenziati tra centro e zone meno centrali, con gli appartamenti del primo saliti del 2,7% e gli altri del 5,4%. In questo contesto la redditività lorda degli affitti si è mantenuta stabile al 5,9%.
Commerciale
Meno brillanti le dinamiche dei mercati di uffici e negozi, per cui l’anno scorso a fronte di una domanda di locazioni stabile si è notata una domanda di acquisto in calo. Per gli uffici allora i prezzi sono calati dello 0,6%, interrompendo la crescita precedente, con tempi di vendita attorno agli 11 mesi, quelli di locazione leggermente ridotti e la redditività stabile al 4,7%.
Per i negozi i prezzi medi si sono abbassati dello 0,5% su base annua, un calo composto dall’aumento del 2,7% del centro città e dall'aumento del 2,3% delle periferie (dove sono in numero maggiore). Allo stesso modo i canoni di affitto sono scesi dell’1% dopo quattro anni consecutivi di crescita, mentre la redditività lorda è rimasta stabile al 5,9%.
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