Sono trascorsi cinquant’anni da quando, nel 1976, Brawo di Pian Camuno, una delle società del gruppo Hug (holding fondata da Giorgio Gnutti e oggi guidata dal figlio Gabriele) aveva iniziato a porsi come azienda di riferimento per lo stampaggio a caldo e la lavorazione meccanica di particolari in ottone, alluminio e altri materiali non ferrosi, servendo i più svariati settori, inclusa l’industria automotive.
La novità
Brawo (96 milioni di ricavi, costo del lavoro di 19,7 milioni, Margine operativo lordo del 9,6% e 13 milioni di utile) a questo punto della sua storia era arrivata ad avere la necessità di liberare spazi e recuperare aree per poter ampliare i reparti produttivi a Pian Camuno. La soluzione è arrivata da Ssi Schäfer, che ha consentito non solo la rivalorizzazione di metri quadri preziosi da restituire alla produzione, ma anche una gestione più efficiente dei flussi logistici, grazie al puntuale e rapido asservimento di quanto sarebbe servito ai reparti di lavorazione, a un maggiore controllo dei materiali destinati a chi li avrebbe lavorati esternamente, oltre ad una gestione ordinata dei rientri dei materiali in lavorazione esterne ed alla riduzione delle attività non a valore aggiunto.
Ora la società bresciana, che ha anche uno stabilimento negli Stati Uniti a Laurens in South Carolina, compie un altro importante passo in avanti nella logistica interna, dopo aver scelto Ssi Schäfer per il nuovo impianto nello stabilimento bresciano del gruppo, nel quale è stato installato un magazzino automatico con tecnologia Agv (Automated guided vehicle), grazie alla quale i muletti si muovono su corsie dedicate senza bisogno dell’uomo che li comanda.
La tecnologia
I muletti, interconnessi al Mes (Manifacturing execution system, sistema informatico applicato alla produzione industriale ottimizzandone le attività operative), si muovono su percorsi predefiniti in un’area specifica dello stabilimento nella quale possono esser controllati grazie a sistemi di guida installati in modo permanente, come le bande magnetiche, le marcature sul pavimento o altri indicatori. E poiché i muletti (chiamiamoli così) seguono percorsi fissi (ottici o virtuali), i loro spostamenti sono precisi e facili da prevedere e se sul loro percorso incontrano ostacoli, si arrestano segnalandoli all’ambiente circostante e creando le necessarie condizioni di sicurezza.
Il traslo elevatore
Per meglio conoscere storia e ruolo di Schäfer, nel 1953 sviluppa la rivoluzionaria Lager-Fix-Box, una scatola impilabile con un’apertura trasparente sul davanti che negli anni entrerà in migliaia di stabilimenti. Nel tempo tecnologie e software innovativi consentono a Ssi Schäfer di aumentare efficienza e sostenibilità dei processi di stoccaggio, prelievo e trasporto nelle imprese clienti e molto altro.
Vocabolo non nuovissimo, l’intralogistica (scienza, perché di scienza si tratta, che include lo stoccaggio, la movimentazione, il picking e la tracciabilità delle merci, dal ricevimento delle materie prime fino alla spedizione del prodotto finito), ha così migliorato nello stabilimento di Pian Camuno l’automazione del magazzino con traslo elevatore e scaffalatura per il posizionamento dei cassoni in una doppia profondità, con cinque livelli di carico per una capacità di stoccaggio complessiva pari a 544 cassoni. La capacità produttiva stimata per il traslo elevatore è di 37 cicli combinati/ora (pari a 37 cassoni «in» e 37 cassoni «out» all’ora).
L’introduzione dell’automazione con Agv ha fornito inoltre un duplice vantaggio alla società bresciana: operatori liberi di concentrarsi su attività più qualificate, oltre ad un significativo miglioramento della sicurezza, grazie alla riduzione delle interferenze tra mezzi e persone. Il progetto ha dimostrato insomma come l’automazione e l’intralogistica non siano solo una scelta tecnologica, ma una leva concreta per aumentare efficienza, sicurezza e competitività, trasformando un’esigenza di spazio in un’opportunità di crescita.



