Riassetto in Eredi Gnutti: Fgh cede le quote a Hug-Almag

Passaggio di proprietà che avviene sotto il tetto di una «grande famiglia» di imprenditori bresciani. Nessuna variazione nella governance. Una storia iniziata a Lumezzane nel 1860
Il complesso industriale della Eredi Gnutti Metalli - © www.giornaledibrescia.it
Il complesso industriale della Eredi Gnutti Metalli - © www.giornaledibrescia.it
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Il gruppo Franco Gnutti Holding ha ceduto la sua quota di capitale in Eredi Gnutti Metalli ai «cugini» della Holding Umberto Gnutti. Pare uno scioglilingua, in realtà è un passaggio di proprietà che avviene sotto il tetto di una «grande famiglia» di imprenditori bresciani e che segna in modo particolare il riassetto societario dalla storica azienda cittadina attiva nella produzione di barre in ottone.

«Abbiamo deciso di acquisire l’intero pacchetto azionario detenuto da Fgh, posto in vendita perché ritenuto non più strategico», conferma una nota diffusa nel pomeriggio da Hug, guidata dai fratelli Umberta e Gabriele Gnutti. In seguito a questa operazione, la partecipazione della Holding Umberto Gnutti (che già controlla la Almag di Roncadelle, la Brawo di Pian Camuno e vanta una partecipazione nella venezuelana Vetramet) in Eredi Gnutti sale dal 2,1 al 28,36% (pari al 29,89% dei diritti di voto).

I rapporti

«L’acquisizione è stata dettata da più fattori fra i quali, sicuramente non trascurabile - ammettono dal quartier generale di Hug -, il desiderio di mantenere all’interno dello stesso ramo della famiglia (Gnutti «Pehte» di Lumezzane) quote della proprietà di quella società che più di 160 anni fa ha dato il via al successo industriale delle famiglie nel mondo dell’ottone». Fino a metà degli anni Sessanta, in effetti, Egm e Almag erano una sola azienda gestita dal cavalier Umberto Gnutti con fratelli e nipoti.

«Pur non escludendo nel medio termine possibili sinergie a livello industriale volte ad ottimizzare efficienza e produttività - tengono comunque a precisare dalla Holding Umberto Gnutti -, le strategie, le politiche commerciali e l’organizzazione distributiva resteranno ovviamente totalmente indipendenti fra le due società che continueranno ad operare in concorrenza».

La svolta

Imprescindibile il commento all’operazione anche da parte del Cavaliere del Lavoro Giacomo Gnutti, nella veste di presidente della Franco Gnutti Holding: «Oggi si chiude per me e i miei famigliari un percorso che risale al 1860, quando il trisnonno garibaldino Giacomo fondò la "Fabbrica d’Armi della ditta Andrea e Serafino Eredi Gnutti", a Lumezzane. Fgh - lamenta l’imprenditore -, pur essendo stata per molti anni l’azionista di maggioranza relativa, non ha mai potuto trovare alcuna considerazione, circa le contestazioni mosse ai vari bilanci e ciò anche quando vi è stato l’ingresso di un socio esterno con la costituzione, nel 2016, della società Holind, a quel punto azionista di maggioranza assoluta con il 54,62% del capitale della Eredi Gnutti Metalli». Nello specifico, Giacomo Gnutti critica «le dismissioni patrimoniali per oltre 50 milioni di euro», rimprovera «un’operazione ex Art. 67 L. Fall.» e recrimina «operazioni per lo più da noi apprese dalla stampa, non condivise e sostanzialmente contestate anche tramite le impugnative di bilancio».

Ora, però, è venuto il momento della svolta: «Ad oggi, diversi sono i bilanci annullati in primo grado di giudizio e così pure in secondo grado e in Cassazione - continua il presidente di Fgh -, ma i tempi giudiziari non avrebbero consentito una soluzione, quantomeno bilancistica, rispettosa delle normative, degli azionisti e degli stakeholder».

Giacomo Gnutti non nasconde neppure come «alcuni concreti tentativi di acquisto da parte nostra si sono dissolti, senza alcuna risposta, nonostante l’intervento di personalità del mondo industriale bresciano, impegnato, per amicizia, in un ruolo di intermediazione e super partes. A Hug e Almag - chiude - auguriamo i migliori successi, che certamente non mancheranno se avranno la forza di intervenire nella gestione dell’azienda, anche solo per la sua gloriosa storia e nella memoria di chi, con onore, ci ha preceduto. In un mondo che corre e con le sfide che ci attendono, venuta a mancare qualsiasi prospettiva strategica per questa partecipazione, rimaniamo concentrati sulle aziende del nostro gruppo».

Governance

A fine giornata è quindi arrivata una nota di Eredi Gnutti Metalli, che innanzitutto precisa come «nulla cambia nella governance della società, in considerazione del fatto che Holind detiene il 54,62% delle quote azionarie e il 57,57% dei diritti di voto. Egm da un lato e Almag dall’altro - puntualizzano da via della Volta, dove ai vertici siedono Nicola Gnutti Cantele e Ferruccio Gnutti - si muoveranno in futuro come oggi, ovvero seguendo le loro strategie commerciali, economiche e produttive in modo assolutamente autonomo e in concorrenza. Siamo confidenti - ammettono - che il passaggio di mano di questo pacchetto azionario sia molto positivo, visto che i rapporti tra gli azionisti di Holind e quelli di Hug sono sempre stati improntati alla reciproca stima. L’accordo stretto oggi decide un passaggio desiderato da tempo da Egm per risolvere relazioni divenute negli anni, purtroppo, spiacevoli».

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