Hug amplia il perimetro industriale: acquisita la Metalprint di Calcinato

Nel 2025 l’utile è di 31 milioni, in cresciuta di circa il 20% sul 2024. Il gruppo porta la partecipazione in Egm al 42%. Investimenti: nuova linea barre forate nello stabilimento di Lumezzane
Roberto Ragazzi

Roberto Ragazzi

Giornalista

Il gruppo Hug nel 2025 ha investito in innovazione e tecnologia
Il gruppo Hug nel 2025 ha investito in innovazione e tecnologia

L’espansione di Holding Umberto Gnutti passa anche da Calcinato e guarda al Nord America. Il gruppo guidato dai fratelli Umberta Gnutti Beretta e Gabriele Gnutti, archivia il 2025 con nuovi tasselli strategici nella costruzione di uno dei principali poli internazionali dell’ottone e della componentistica non ferrosa. L’operazione più significativa riguarda l’acquisizione del gruppo Metalprint, realtà con sede a Calcinato specializzata nello stampaggio a caldo e nelle lavorazioni meccaniche conto terzi di componenti in ottone e alluminio, affiancata dalla controllata canadese Jebco, con sede a Barrie, in Ontario.

L’accordo, formalizzato nel maggio scorso dopo una complessa fase negoziale che ha consentito la definitiva uscita di Metalprint dal percorso di risanamento avviato con la composizione negoziata della crisi, porta sotto il controllo di Hug un gruppo da circa 90 milioni di fatturato e oltre 300 dipendenti. Le due società operano in mercati ad elevata specializzazione, dall’automotive all’energia, dall’oil & gas al trattamento delle acque, con forte presenza commerciale in Nord America.

Importanti sinergie dall’acquisizione

Per la holding bresciana si tratta di un’acquisizione destinata a generare importanti sinergie industriali e commerciali. L’integrazione con Brawo, società del gruppo specializzata nella produzione di componenti in ottone e alluminio, dovrebbe favorire un incremento dei volumi e rafforzare il posizionamento internazionale, creando al contempo nuove opportunità per Almag, leader europeo nella produzione di barre di ottone.

L’operazione rappresenta il principale elemento di una strategia di crescita. Nel 2025 iI fatturato consolidato si è attestato a 508 milioni, in aumento di circa il 6% rispetto all’esercizio precedente. La crescita è stata sostenuta sia da un lieve incremento dei volumi sia dall’effetto dell’aumento dei prezzi delle materie prime.

Il gruppo Hug

La struttura industriale di Hug si fonda sulla controllata Almag, tra i principali operatori europei nella produzione di barre di ottone piene e forate, che opera attraverso gli stabilimenti di Roncadelle e Lumezzane. Almag controlla l’immobiliare Pestim e detiene una partecipazione nella venezuelana Vetramet.

Brawo è specializzata nella realizzazione di componenti conto terzi mediante stampaggio a caldo e lavorazioni meccaniche di precisione. Il perimetro internazionale comprende inoltre Emmebi in Italia, Brawo Usa e Lofthouse in Canada.

In un contesto caratterizzato da forte volatilità dei mercati, l’Ebitda consolidato si è mantenuto sostanzialmente stabile rispetto al 2024, attestandosi a oltre 61 milioni. Sul risultato hanno continuato a pesare i costi energetici, rimasti elevati nonostante la riduzione rispetto ai picchi registrati negli anni precedenti.

Gruppo Hug, i fratelli Umberta Gnutti Beretta e Gabriele Gnutti
Gruppo Hug, i fratelli Umberta Gnutti Beretta e Gabriele Gnutti

A influenzare la redditività è stato anche il fenomeno dell’isteresi temporale legato all’andamento delle quotazioni delle materie prime - commentano Umberta Gnutti Beretta e Gabriele Gnutti -. L’aumento dei costi di acquisto di rame e ottone ha infatti ampliato il disallineamento tra i prezzi di vendita fissati in precedenza e i costi sostenuti successivamente.

L’utile netto consolidato ha comunque superato i 31 milioni, in crescita di circa il 20% rispetto all’anno precedente. Parallelamente il patrimonio netto ha raggiunto quota 490 milioni di euro, mentre la posizione finanziaria netta, pur in diminuzione per effetto degli investimenti e delle acquisizioni, rimane ampiamente positiva per oltre 38 milioni.

Nel 2025 l’investimento in Egm

Tra le operazioni strategiche dell’anno figura anche l’incremento della partecipazione in Eredi Gnutti Metalli, salita al 42% del capitale. Un investimento definito di natura «esclusivamente patrimoniale, ma che assume anche un forte significato simbolico e familiare». Prima della separazione avvenuta negli anni Sessanta, infatti, l’attuale Almag e Eredi Gnutti Metalli costituivano un’unica realtà industriale guidata dal cavalier Umberto Gnutti.

Rilevante il capitolo investimenti. Nel 2025 il gruppo ha destinato oltre 35 milioni allo sviluppo industriale. Quota significativa è stata impiegata per il potenziamento degli impianti produttivi, nuovi macchinari ad alta automazione e la digitalizzazione. Intervento più significativo riguarda il sito Almag di via Brescia a Lumezzane, dove è stata realizzata una nuova linea produttiva per barre forate. Si tratta di un impianto innovativo che consentirà di ampliare la gamma produttiva e aumentare l’efficienza.

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