Economia

AccelerateEU: energia pulita, aiuti di Stato e voucher contro la crisi

È il nuovo piano della Commissione europea. Da marzo la spesa aggiuntiva a causa della crisi in Medio Oriente è stata di 24 miliardi di euro
Pale eoliche in Francia
Pale eoliche in Francia
AA

Aiuti di Stato per i settori più esposti alla crisi, più coordinamento sulle riserve di gas e petrolio e riduzione delle accise sull’elettricità per famiglie e imprese. La Commissione europea affida al piano «AccelerateEU» la prima risposta alla crisi in MedioOriente e all’impennata dei prezzi dell’energia, stilando un elenco di misure di sostegno «sia immediate che strutturali» che, ha sintetizzato Ursula von der Leyen, andranno «a beneficio di cittadini e imprese».

Pilastri

L’obiettivo è costruire un’Unione dell’energia che garantisca sicurezza energetica, energia pulita abbondante prodotta in Europa e prezzi accessibili per cittadini e imprese. «AccelerateEU» si regge su cinque pilastri. Per prima cosa più cooperazione tra i Paesi dell’Unione, sia nel mercato unico che con i fornitori di combustibili fossili: tutto ciò sarà a supporto della Task force per l’Unione dell’energia lanciata nel 2025. Poi la volontà di proteggere consumatori e imprese, con misure temporanee per attenuare i picchi dei prezzi, e più energia pulita prodotta in Europa grazie all’accelerazione sulle rinnovabili e l’elettrificazione per ridurre le importazioni di petrolio e gas.

Importante sarà anche il rafforzamento del sistema energetico, attraverso la modernizzazione delle infrastrutture (qui si collocano il Pacchetto reti Ue e i progetti Energy highways). Infine la volontà è quella di stimolare gli investimenti, cercando di mobilitare fondi pubblici e privati per la transizione energetica, anche attraverso iniziative come il Clean energy transition investment forum e il Clean energy investment summit (entrambi previsti nel 2026).

Per capire meglio la situazione è sensato portare alcuni numeri: l’Ue nel 2025 ha importato un valore di combustibili fossili pari a 340 miliardi di euro e da marzo 2026 la spesa aggiuntiva a causa del conflitto in Medio Oriente è stata di 24 miliardi. Il 57% dell’energia consumata in Unione europea proviene da combustibili fossili importati.

«AccelerateEU» si collega ad altre iniziative come «RePowerEU» per eliminare le importazioni energetiche russe, il Pacchetto energia per i cittadini (di marzo 2026) che pone il focus sui consumatori vulnerabili, e altre azioni locali per combattere la povertà energetica e sostenere regioni e isole.

Misure

Come detto, la crisi, nelle stime Ue, è già costata 24 miliardi di euro extra in 50 giorni per le importazioni di combustibili fossili, alimentando timori sempre più forti per la carenza di carburante e cherosene. E le prospettive per i mercati energetici, ha avvertito il commissario europeo per l’Energia, Dan Jorgensen, «sono negative anche nello scenario migliore» di una pace immediata, tanto da lasciar presagire «mesi molto difficili, o forse addirittura anni».

In attesa dell’adozione definitiva del nuovo quadro sugli aiuti di Stato – ancora in consultazione tra le capitali e visto con favore soprattutto da Berlino e dai Paesi con maggior spazio di bilancio –, Bruxelles ha annunciato una revisione della direttiva sulle scorte petrolifere e un rafforzamento del coordinamento per il riempimento degli stoccaggi di gas nei prossimi mesi. Ai Governi viene chiesto di intervenire con misure «mirate, tempestive e temporanee», tra cui interventi sui prezzi, sostegni al reddito e incentivi fiscali.

Un gasdotto in Germania
Un gasdotto in Germania

Tra le leve suggerite per un «sollievo immediato» figurano voucher energetici, leasing sociale per la diffusione di batterie e pannelli solari, trasporti pubblici più accessibili e riduzione dei consumi per il riscaldamento. Scompare invece, rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi, l’ipotesi di imporre un giorno obbligatorio di telelavoro. A maggio arriverà inoltre una proposta di revisione fiscale per consentire agli Stati di ridurre le imposte sull’energia, garantendo che l’elettricità sia tassata meno del gas. Una tassa comune sugli extraprofitti delle major del settore invece, ha ammesso la vicepresidente Teresa Ribera, richiede un’unanimità fuori portata, ma Bruxelles è pronta a lavorare con i Paesi che intendono applicarla su scala nazionale.

Green

Sullo sfondo degli interventi emergenziali, il cuore della strategia europea resta tuttavia la svolta green. «Le scelte che facciamo oggi determineranno la nostra capacità di affrontare le sfide di oggi e le crisi di domani. Dobbiamo accelerare la transizione verso energie pulite prodotte internamente», ha evidenziato von der Leyen, tornando a ribadire la centralità dell’indipendenza energetica. Anche per questo, nonostante una crisi destinata a protrarsi, è escluso un dietrofront sulle forniture russe. «Sarebbe un errore enorme, non compreremo più una sola molecola» da Vladimir Putin, ha ribadito Jorgensen, confermando la linea dell’esecutivo. A riprova, entro l’estate è atteso un primo obiettivo europeo di elettrificazione, volto a spingere le industrie a convertire i consumi.

Resta alta l’attenzione anche sulla carenza di carburante, soprattutto jet fuel, in vista della stagione estiva. L’Ue importa circa il 40% del proprio fabbisogno di carburante per aerei, di cui la metà transita attraverso lo stretto di Hormuz. A breve sarà operativo un osservatorio per i carburanti per monitorare l’offerta e le scorte disponibili nell’Ue, mentre attraverso linee guida Bruxelles chiarirà di quali «flessibilità normative» possono servirsi le compagnie aeree sui diritti dei passeggeri, le fasce orarie aeroportuali e gli obblighi di servizio pubblico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Economia & Lavoro

Storie e notizie di aziende, startup, imprese, ma anche di lavoro e opportunità di impiego a Brescia e dintorni.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...