Da Vinci 4.0

Liceo Carli: «AI a scuola? La stiamo introducendo con approccio pratico»

Giulia Camilla Bassi
Parlano gli insegnanti e i ragazzi del liceo internazionale per l’Impresa di Brescia, che hanno preso parte all’evento del 25 febbraio scorso
Professore e studentessa del liceo internazionale Guido Carli di Brescia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Professore e studentessa del liceo internazionale Guido Carli di Brescia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
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Tra gli istituti coinvolti nel percorso Da Vinci 4.0, anche il Liceo internazionale per l’impresa Guido Carli di Brescia ha preso parte all’incontro del 25 febbraio all’Auditorium Santa Giulia, portando in sala ottanta ragazzi delle classi prime, seconde e terze del percorso scientifico.

I professori

«Il liceo partecipa storicamente al progetto», spiega il professor Andrea Bazzana, docente di Informatica e referente di un corso di potenziamento dedicato proprio all’Intelligenza artificiale. «Quest’anno, in particolare, il tema è centrale: l’obiettivo è mostrare ai ragazzi competenze e un uso consapevole degli strumenti digitali, tra cui oggi rientra a pieno titolo l’AI».

Un lavoro che passa anche dalla didattica quotidiana. «Stiamo introducendo questi strumenti a scuola», continua, «non solo a supporto delle materie, ma anche per lavorare su immagini, video e contenuti multimediali. L’idea è fornire un approccio pratico, che permetta agli studenti di capire come utilizzarli in modo consapevole». L’incontro del 25 febbraio si inserisce così in un percorso più ampio. «È stato un momento di formazione importante», osserva il professore, «soprattutto per quei ragazzi che non seguono il corso di AI. Serve a stimolare interesse e curiosità, anche in vista dell’hackathon finale». Hackathon che si terrà negli spazi del Csmt di via Branze il prossimo 13 maggio, a cui gli istituti possono iscriversi inviando una mail a gdbdavinci@giornaledibrescia.it.

I ragazzi

«La giornata sta andando molto bene», ci aveva raccontato quel giorno la studentessa Marina Cordua, del percorso quadriennale scientifico. «Sono molto felice di essere qui ad ascoltare un argomento così attuale per noi». Anche da Marina l’intelligenza artificiale viene percepita come una possibilità concreta. «La vedo come un’opportunità», spiega. «È qualcosa che può aiutarci a imparare cose nuove. È un’innovazione che crescerà e diventerà sempre più ampia».

Uno sguardo che si proietta già oltre la scuola. «Non so ancora come la userò nel lavoro», aggiunge, «ma sicuramente mi aiuterà a capire come esprimermi meglio, a interagire con il mondo esterno e a lavorare in modo più efficace, sfruttando al massimo le competenze».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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