AI@School, si vola verso l’hackathon: ragazzi e ragazze protagonisti

Giulia Camilla Bassi
La sfida tecnologica (e creativa) tra le scuole superiori, firmata Da Vinci 4.0, si terrà il 13 maggio al Csmt: cosa sapere
Un brainstorming sull'AI a scuola
Un brainstorming sull'AI a scuola
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«Hack» e «marathon». Due parole inglesi che, unite, formano «hackathon», il termine per descrivere una maratona di progettazione in cui gruppi di lavoro si confrontano su una sfida concreta e, in poche ore, trasformano intuizioni in proposte, mettendo in campo analisi, creatività e capacità di collaborare. Ed è con questo spirito che il prossimo 13 maggio gli studenti delle scuole superiori coinvolte nel progetto Da Vinci 4.0 si ritroveranno negli spazi del Csmt Innovation Hub per AI@School Hackathon, la giornata che rappresenta il momento più operativo del percorso dedicato quest’anno al rapporto tra scuola e intelligenza artificiale. Una giornata che vedrà i ragazzi sfidarsi a colpi di creatività.

«L’hackathon è allo stesso tempo il culmine e il nucleo del progetto», spiega Matteo Villa, co-fondatore di The FabLab insieme a Massimo Temporelli e tra i coordinatori scientifici dell’iniziativa. «Da Vinci ogni anno prova ad affrontare insieme agli studenti alcune grandi domande calde del presente. L’hackathon è il tempo che ci ritagliamo per provare a rispondere insieme».

La giornata

Una giornata intera, dalle 8.30 alle 18.30, che si svolgerà negli spazi del Csmt Innovation Hub. Non è una scelta casuale: la sede individuata per ospitare il gran finale di questa edizione è uno dei luoghi simbolo dell’innovazione sul territorio. Csmt – acronimo di Centro servizi multisettoriale e tecnologico – è il centro di trasferimento tecnologico nato in collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia, dove ricerca, imprese e sviluppo industriale si incontrano per trasformare idee e competenze in progetti concreti. Un ambiente in cui l’innovazione non è un concetto astratto, ma un’attività quotidiana.

«Ci piace molto che i ragazzi possano lavorare in uno spazio abitato da persone che ogni giorno si sforzano di fare innovazione e ricerca», osserva Villa. «È anche un modo per mettere un piede in un contesto che potrebbe rappresentare il loro futuro, all’incrocio tra università, ricerca e impresa». Durante la giornata i team riceveranno una traccia di lavoro più definita e saranno chiamati a immaginare scenari e possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale nella scuola.

Le fasi

Il lavoro si articolerà in cinque macro-fasi: dall’analisi del contesto scolastico, a una prima riflessione sulle connessioni tra il problema individuato e le potenzialità dell’AI. Seguirà poi la definizione delle caratteristiche del progetto, con un’attenzione particolare agli aspetti pratici, ai possibili rischi e ai punti di forza della proposta. A questo punto, le squadre passeranno alla costruzione del progetto vero e proprio, individuando gli strumenti di intelligenza artificiale generativa più adatti e strutturando la soluzione finale. Non si tratterà di programmare sistemi complessi, ma di ragionare su casi d’uso concreti: come queste tecnologie possono essere integrate nelle pratiche scolastiche in modo luminoso e costruttivo.

Una precedente edizione dell'hackathon Da Vinci 4.0 - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Una precedente edizione dell'hackathon Da Vinci 4.0 - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

A guidare il lavoro sarà un canvas progettuale condiviso, con domande e spazi di lavoro che aiuteranno i gruppi a organizzare idee e soluzioni seguendo un percorso comune. «La sfida sarà proprio questa», continua Villa. «Immaginare proposte e soluzioni che mettano insieme tecnologia e bisogni reali della scuola. Non basterà avere una buona idea – conclude – ma serviranno anche le competenze in storytelling per saperla valorizzare e presentare alla giuria».

Tecnologia e creatività

Insomma, serviranno soprattutto sensibilità verso le nuove tecnologie, capacità creativa nell’immaginare nuovi ambiti di applicazione e attitudine al lavoro di squadra. Un modo per ascoltare il punto di vista di chi la scuola la vive ogni giorno. «Gli studenti, in fondo, sono tra i massimi esperti di scuola, anche se forse inconsapevolmente», osserva Villa. «È un modo per sentire la loro voce rispetto a come questa tecnologia possa rispondere sia ai loro bisogni, sia a quelli della scuola».

Gli istituti interessati possono candidare le proprie squadre (ogni team dovrà essere composto da un minimo di tre e un massimo di sette partecipanti, accompagnati da un docente referente) inviando una mail a gdbdavinci@giornaledibrescia.it, indicando nome e indirizzo email del docente accompagnatore, i nomi degli studenti partecipanti, il nome dell’istituto e il nome del team. Le iscrizioni verranno confermate via email fino a esaurimento dei posti disponibili.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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