«Echo»: un’app che faccia rimbombare la voce dei ragazzi e che faciliti la comunicazione tra studenti e docenti, ovvero gli adulti che prendono le decisioni per loro. Perché la scuola è questo: i grandi che stilano regole e dettano programmi e i ragazzi che si adattano. Certo, anche gli adulti sono stati studenti. Ma i tempi cambiano con una velocità estremamente sostenuta e oggi i giovani non si sentono ascoltati. Ad aiutare in questa situazione ci potrebbe pensare l’Intelligenza artificiale: in questa ipotetica app nella quale i ragazzi possono esprimere opinioni e fare richieste, l’AI raggrupperebbe le opinioni, individuerebbe i problemi più pressanti e infine suggerirebbe degli esempi concreti per risolvere i disagi.

I vincitori
È questa l’idea che ha trionfato mercoledì 13 maggio all’hackathon finale della settima edizione di Da Vinci 4.0, il progetto educativo targato Giornale di Brescia e The FabLab sostenuto da Banca Valsabbina ed Edison, che coinvolge i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori bresciane, chiamati a confrontarsi con le innovazioni del presente. Quest’anno il tema li riguardava da vicino: l’AI a scuola. Su cui si sono potuti concentrare e confrontare per circa dieci ore – una vera maratona di idee – negli spazi del Csmt di Brescia, guidati da Giulia De Martini e aiutati dai learning designer di The FabLab: Matteo Villa (responsabile area Stem), Giulia Moretti e Loreta Minutilli.
A inventare su carta questa app sono stati gli studenti e le studentesse dell’Istituto Don Bosco di Brescia, che in quanto primi classificati si sono portati a casa (anzi, a scuola) una stampante 3D offerta da uno degli storici partner di Da Vinci 4.0, Giustacchini Tech to rent, che ha scelto questo premio «per tornare alle radici di Da Vinci – dice il ceo Davide Danesi. – L’AI è un’associazione di concetti che già esistono, ma la creatività resta vostra. L’invito è a creare e a dare libero sfogo ai vostri sogni».

Benessere
La squadra (la Digital Don Bosco) si è concentrata sull’uso dell’AI per dare voce ai ragazzi. Ma non sono stati gli unici. In un modo o nell’altro, anche le soluzioni inventate dalle altre quattro scuole partecipanti – tutte premiate con medaglie e con un kit Arduino, un insieme di componenti elettronici per imparare a programmare e creare piccoli progetti tecnologici, sempre offerto da Giustacchini Tech to rent – avevano un minimo comune denominatore: la sensazione dei giovani di non essere ascoltati, insieme alla voglia di migliorare la salute mentale.
Per esempio: la squadra Eco-Mind dell’Istituto Giovanni Paolo II nel suo «Future Mind Lab» ha immaginato aule interattive grazie a visori VR che aiutino a migliorare la concentrazione e spazi dedicati alla salute mentale degli studenti, con personaggi umanoidi a disposizione. I Fantastici 4 dell’Istituto Formativo Archimede hanno invece progettato un’app («Help.AI») per contrastare il bullismo e aiutare le persone con problemi di apprendimento, sfruttando l’AI per superare l’isolamento che a volte i ragazzi provano in classe. E anche per i Chr@cker della Scuola Bottega Artigiani l’AI potrebbe aiutare a combattere l’ansia, nel caso specifico quella rispetto al futuro: hanno pensato «Look4» sia per i ragazzi delle medie che si apprestano a scegliere la scuola superiore, sia per gli studenti indecisi sul proprio cammino post-diploma. Infine, ecco «Mentora», una soluzione inventata dalla squadra Command Z dell’Istituto di Istruzione superiore di Valle Sabbia Giacomo Perlasca: per loro fondamentale per vivere bene la scuola è la gestione positiva del tempo e degli impegni. L’AI, nella loro app, incrociando i dati delle piattaforme già in uso (come il registro elettronico) fornirebbe feedback personalizzati su metodo di studio e impegni.

Nuova didattica
«Le idee messe in campo fanno riflettere sulle nuove sfide della scuola, a partire dall’AI, che dobbiamo essere in grado di presentare come opportunità – ha detto ai ragazzi l’assessora regionale all’Istruzione Simona Tironi durante le premiazioni –. Il mondo cambia velocemente e anche la scuola deve cambiare, fornendo ai ragazzi le competenze che serviranno in futuro. La didattica non deve essere solo frontale e l’AI può aiutare, come hanno mostrato anche questi progetti. Da Vinci 4.0 fa sentire la voce dei ragazzi: è importante ascoltarli, per fare bene le cose. Farlo con voi è un valore aggiunto».
Entusiasmo e costruttività
Creatività, responsabilità, entusiasmo sono le tre parole che ben descrivono l’hackathon secondo i tre rappresentanti di Editoriale Bresciana che durante la giornata hanno fatto visita ai ragazzi. «L’AI è uno strumento straordinario dalle grandi possibilità, ma l'uomo resta fondamentale: la creatività, i difetti, persino gli errori sono ciò che può davvero generare un cambiamento», sottolinea la direttrice del Giornale di Brescia e Teletutto Nunzia Vallini. «Ciascuno di voi può uscire davvero arricchito da questo percorso. Perché è il percorso ad essere vincente». Mauro Torri, direttore generale di Editoriale Bresciana, sceglie invece di lanciare un messaggio dal registro personale, lontano dalla tecnica: «State vivendo gli anni più belli, viveteli con intensità. Sono anni irripetibili, di scoperte, scelte, anche errori. Godeteveli senza fretta di crescere».
Alle loro si aggiunge la voce di Pierpaolo Camadini, presidente del gruppo editoriale: «Ognuno sperimenta come questo strumento possa essere un facilitatore e un'opportunità per la creatività» ha osservato durante la sua visita ai ragazzi, intenti a lavorare. «Ma bisogna conoscerlo per poterlo utilizzare».

Il presidente chiude con una nota di ammirazione per i ragazzi incontrati durante il percorso: «Li ho visti protagonisti motivati, capaci di spiegare con grande scioltezza come l'AI possa offrire opportunità concrete nella vita scolastica e non solo. Spero che conservino questo entusiasmo nell'affrontare le cose nuove e anche nel renderle disponibili, anche a fronte delle necessità dei loro compagni e del contesto in cui vivono. Penso sia un approccio molto costruttivo».




