Fornire supporti, non scorciatoie: ecco il futuro dell’AI per la scuola

Come si tiene attenta una platea di duecento studenti per una mattina intera parlando di Intelligenza artificiale? Nessun effetto speciale (o quasi): basta metterli al centro della discussione. È quello che è accaduto il 25 febbraio all’Auditorium Santa Giulia, dove il progetto Da Vinci 4.0 promosso da Giornale di Brescia e The FabLab è entrato nel vivo, trasformando l’incontro in un laboratorio condiviso di idee, domande e risposte. A questa sessione plenaria seguirà l’atteso hackathon di maggio, la sfida finale che si terrà negli spazi del Csmt a Brescia, dove i ragazzi svilupperanno progetti relativi all’uso dell’AI a scuola.
Effetti speciali
In effetti, qualche effetto speciale c’è stato. La tecnologia ha fatto il suo ingresso in modo scenografico, dialogando con Massimo Temporelli, fisico, divulgatore e fondatore di The FabLab, guida della mattinata insieme ai colleghi Giulia De Martini e Matteo Villa. A rappresentare ChatGpt, quindi, non uno schermo anonimo, ma una figura robotica dalle sembianze umanoidi in grado di parlare e di rispondere alle domande, non con una bocca, ma tramite l’interfaccia dell’attivazione vocale che ne costituiva il volto: un segnale grafico che pulsa, si espande e reagisce alla voce. Superato l’effetto scenico iniziale, è stato il confronto a tenere alta l’attenzione. L’intelligenza artificiale non è mai presentata come una promessa salvifica né come una minaccia da temere, bensì come uno strumento da comprendere.
Le prime domande rivolte agli studenti hanno spostato il baricentro verso quesiti diretti: che posto occupa l’AI nelle vostre vite? Quanto la conoscete? Come la percepite? Le risposte non si sono espresse a voce, ma sollevando al cielo cartellini di carta colorata, distribuiti all’ingresso e utilizzati come strumento immediato di interazione. Un gesto semplice, sicuramente analogico, che ha trasformato l’auditorium in una mappa visiva sventolante di opinioni in grado di restituire orientamenti, dubbi, aperture. Quello che ne è emerso è un quadro tutt’altro che uniforme.

C’è chi utilizza l’intelligenza artificiale per migliorare l’espressione scritta o organizzare lo studio, chi la guarda con diffidenza, chi teme di dipenderne troppo. Curiosità e cautela, entusiasmo e senso critico hanno convissuto nello stesso spazio, dimostrando quanto il rapporto con queste tecnologie sia già personale e stratificato.
Pensiero e struttura
Dopo una breve pausa – durante la quale molti ragazzi e ragazze si sono fermati a raccontare impressioni e aspettative ai microfoni di Teletutto e dei canali social del Giornale di Brescia – lla mattinata è ripartita entrando sempre di più nel cuore del tema: l’Intelligenza artificiale a scuola.
A intervenire, in collegamento da remoto, Pietro Monari, progettista Stem ed esperto di AI, da anni impegnato a cavalcare questo fertile terreno di frontiera che è lo studio dell’impatto dell’Intelligenza artificiale nei contesti educativi. Il suo intervento ha riportato l’attenzione su un punto essenziale: conoscere i meccanismi che regolano una macchina aiuta a interpretarne i risultati e, allo stesso tempo, offre uno spunto per riflettere su come strutturiamo il nostro stesso pensiero. Una delle nuove frontiere, ha spiegato, sarà costituita da sistemi che non forniscono automaticamente la soluzione a un esercizio (per esempio di matematica), ma strumenti capaci di accompagnare nel ragionamento, suggerire passaggi, proporre indicazioni utili a sostenere l’apprendimento senza sostituirsi allo studente, offrendo un supporto e non una scorciatoia. Perché, come ammonisce Temporelli: «La scuola cambia, è cambiata e cambierà».
L’incontro si è chiuso con un approfondimento sull’innovazione e sul mindset: non una questione di strumenti, ma di atteggiamento. La storia dimostra che tra i 15 e i 25 anni si registra uno dei picchi più alti di creatività. È lì che si sperimenta, si osa, si immagina. Un bell’augurio e uno sprone, per gli innovatori e le innovatrici del domani, sicuramente presenti in sala.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Buongiorno Brescia
La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.
