Come ogni anno, a Da Vinci 4.0 l’innovazione non è solo un esercizio teorico: diventa una sfida concreta che prende forma nei progetti sviluppati durante l’hackathon. Quest’anno, nella fattispecie, a essere premiata sarà l’idea di utilizzo dell’intelligenza artificiale più interessante in ambito scolastico, capace di distinguersi per creatività, solidità e applicazione concreta. Un incontro tra sano spirito competitivo, tecnologia, pensiero progettuale e storytelling, che vedrà i ragazzi sfidarsi all’ultimo prompt.
Una stampante in 3D
In questo senso, il primo premio rappresenta non solo un riconoscimento, ma anche un’opportunità per dare continuità al lavoro svolto. Il team vincitore, infatti, si aggiudicherà una stampante tridimensionale professionale di grandi dimensioni: la Form 4 di FormLabs, che sarà messa a disposizione da uno degli storici partner del progetto Da Vinci 4.0, Giustacchini Tech to Rent. Il premio va oltre il mero valore simbolico, perché offre ai ragazzi e alle ragazze uno strumento concreto per continuare a sviluppare le proprie idee, trasformandole in prototipi reali.
La stampa 3D rappresenta infatti un passaggio chiave tra progettazione digitale e oggetto fisico. Avere una stampante di questo genere a scuola permette di rendere più tangibili concetti complessi, favorendo un apprendimento attivo e basato sulla sperimentazione diretta.
Il premio
La Form 4, nello specifico, è uno strumento di tecnologia avanzata, progettata per garantire velocità e precisione: consente di realizzare la maggior parte delle stampe 3D in resina fotopolimerica in tempi rapidi, mantenendo un’elevata qualità e una resa comparabile a quella dei processi industriali di stampaggio a iniezione. Tutto questo permette di accorciare la distanza tra progettazione e realizzazione, rendendo la prototipazione più accessibile anche in ambito educativo.
Ecco perché il premio rispecchia pienamente lo spirito del Da Vinci 4.0: non solo competizione, ma possibilità concreta di sperimentare, evolvere e proiettare le idee verso il futuro. Un modo per accompagnare ragazzi e ragazze oltre la giornata dell’hackathon, offrendo loro strumenti reali con cui continuare a immaginare e a creare anche una volta che le luci del Csmt si spegneranno alla fine della giornata.



