Ripensare la scuola attraverso l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali: ecco cosa è stato chiesto mercoledì 13 maggio agli studenti e alle studentesse bresciane. All’hackathon targato Da Vinci 4.0 firmato Giornale di Brescia e The FabLab i ragazzi hanno lavorato su problemi concreti della quotidianità scolastica, dal benessere mentale all’orientamento, fino alla gestione dello studio e alla necessità di sentirsi ascoltati. Ne sono nati progetti che puntano su inclusione, dialogo e personalizzazione dell’apprendimento.
La giuria chiamata a valutare e votare i progetti era formata dalla direttrice di Giornale di Brescia e Teletutto, Nunzia Vallini; da Massimo Temporali, presidente e co-founder di The FabLab; Mariachiara Pellegrini, personale in staff alla Direzione Generale e coordinatrice del comparto comunicazione di Banca Valsabbina («Vogliamo investire sui ragazzi: ci avete commossi, perché ci avete restituito umanità parlando di AI»); Viola Asadcheva, specialista del territorio di Edison («L’ascolto è emerso molto: noi adulti vogliamo ascoltarvi con attenzione»); Viola Nicolardi, head of Technology transfer engineering digital and optimization di Csmt Innovation Hub; e Monica Boghetta, assistente alla prevendita di Giustacchini Tech to rent.
Ecco tutte le idee presentate.
I vincitori: «Echo» del Don Bosco
Il team Digital Don Bosco ha sviluppato «Echo», un’app nata dall’idea che il dialogo tra studenti e adulti all’interno della scuola sia spesso insufficiente. Il gruppo ha sottolineato come molte decisioni vengano prese da persone che hanno vissuto l’esperienza scolastica anni fa, mentre chi frequenta oggi le aule fatica a esprimere disagi o suggerimenti. «Echo» vuole quindi diventare uno spazio anonimo per richieste, segnalazioni e feedback, integrando anche sondaggi per valutare l’operato della scuola. L’intelligenza artificiale avrebbe un doppio ruolo: da una parte raggruppare opinioni e problematiche simili, dall’altra individuare possibili soluzioni attraverso l’analisi di casi concreti. Secondo la giuria, il progetto ha saputo rappresentare bene il bisogno degli studenti e delle studentesse di sentirsi ascoltati.
«Future Mind Lab» del Giovanni Paolo II
Il team Eco-Mind dell’istituto Giovanni Paolo II ha presentato «Future mind lab», un progetto che immagina una scuola più immersiva e meno legata alla didattica frontale tradizionale. L’idea parte da un problema percepito dagli studenti: il calo dell’attenzione, insieme all’aumento di ansia e stress, in ambienti scolastici che spesso non prevedono spazi dedicati al benessere mentale. La proposta prevede aule immersive con visori per la realtà virtuale, capaci di trasformare le spiegazioni delle docenti e dei docenti in esperienze visive e interattive, dalle lezioni di storia fino a quelle di biologia. Accanto a questo, gli studenti e le studentesse potrebbero utilizzare aree relax con musica rilassante o assistenti virtuali umanoidi, pensati per offrire supporto non solo scolastico ma anche personale. La giuria ha definito il progetto visionario, apprezzando l’approccio profondo e strutturato all’uso della tecnologia.
«Help.AI» dell’Archimede
Dalla scuola Archimede è arrivato invece il progetto «Help.AI», sviluppato dal gruppo I fantastici 4. Al centro c’è il tema dell’ascolto e dell’inclusione, soprattutto per chi si sente isolato all’interno della scuola, magari perché arrivato a metà anno, perché parla una lingua diversa o perché vive difficoltà di apprendimento. Gli studenti e le studentesse hanno immaginato un’applicazione capace di raccogliere segnalazioni, opinioni e richieste di aiuto, mettendo in contatto chi vive un disagio con persone esperte. Attraverso l’intelligenza artificiale è stato anche realizzato un mockup dell’app, con un’interfaccia pensata per facilitare l’espressione dei problemi e contrastare episodi di bullismo. La valutazione ha premiato soprattutto la capacità del gruppo di rendere concreta e visibile la tecnologia proposta, aiutando il pubblico a empatizzare con il problema affrontato.
«Look4» della Scuola bottega artigiani
Alla Scuola bottega artigiani il gruppo Chr@cker ha presentato «Look4», una piattaforma dedicata all’orientamento scolastico e professionale. Il punto di partenza è l’ansia che accompagna molte ragazze e molti ragazzi nella scelta della scuola superiore e, successivamente, nel percorso verso il lavoro o l’università. La piattaforma vorrebbe accompagnare gli studenti e le studentesse prima, durante e dopo il percorso scolastico, offrendo strumenti di dialogo diretto con docenti e aziende. L’AI verrebbe utilizzata per creare contenuti accessibili come fumetti e podcast personalizzati, oltre che per suggerire percorsi coerenti con inclinazioni, sogni e competenze individuali. Tra gli obiettivi c’è anche quello di facilitare il rapporto con il mondo del lavoro, fornendo informazioni mirate e favorendo i colloqui con le imprese. La giuria ha evidenziato il senso di responsabilità dimostrato dal gruppo nei confronti del futuro e delle scelte personali.
«Mentora» del Perlasca
Dal Perlasca è arrivato infine «Mentora», progetto sviluppato dal Team Command Z per affrontare il tema dell’organizzazione scolastica e della gestione del tempo. L’idea è creare un ecosistema digitale capace di riunire registri elettronici, materiali didattici, appunti e impegni quotidiani in un’unica piattaforma. Attraverso l’intelligenza artificiale, l’app analizzerebbe dati e documenti caricati dalle docenti e dai docenti, restituendo report personalizzati sul metodo di studio e promemoria giornalieri per verifiche, compiti e scadenze. Il progetto prevede anche l’introduzione di totem fisici all’interno della scuola, utilizzabili tramite tessere personali per controllare impegni e orari senza dover usare lo smartphone durante le lezioni. Tra gli esempi presentati, la possibilità per l’app di suggerire automaticamente come organizzare lo studio dopo l’inserimento di una verifica. La valutazione ha premiato soprattutto l’idea di semplificare la complessità quotidiana attraverso uno strumento pratico e immediato.




