Durante l’hackathon finale della settima edizione di Da Vinci 4.0, tenutosi lo scorso 13 maggio, si è aperta una finestra sul mondo della ricerca applicata. Gli studenti impegnati nella sfida finale hanno potuto visitare quattro laboratori del Csmt Innovation Hub di via Branze che li ha ospitati, scoprendo che le innovazioni del futuro si costruiscono anche a Brescia.
I laboratori
Nel Laboratorio di Prototipazione Avanzata dell’Università degli Studi di Brescia, i ragazzi hanno toccato con mano la differenza tra un componente meccanico tradizionale e il suo gemello riprogettato per la stampa 3D: stessa funzione, meno materiale, forme geometriche impossibili da ottenere con la lavorazione classica e un guadagno in leggerezza.

Al Prism Lab del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) lo studio si concentra su materiali nanostrutturati, sensori di gas, nanofotonica e ottica non lineare. Il laboratorio ha una lunga esperienza nel rilevamento di gas conduttometrici e nella loro applicazione al cosiddetto «naso elettronico», con sbocchi pratici nel settore agroalimentare e sanitario con sistemi capaci di annusare l’aria e segnalare anomalie, dalla freschezza degli alimenti alle fughe di gas.
Il laboratorio di Ingegneria Tissutale ha mostrato una frontiera inaspettata: realizzare sensori e circuiti stampandoli direttamente su oggetti, superfici e materiali di ogni tipo. Tra i progetti più suggestivi, l’integrazione di sensori nelle protesi di arti umani per monitorare temperatura, usura e deformazioni in tempo reale.
Nel Laboratorio di Lavorazioni Ultraprecise, infine, la scala si rimpicciolisce fino a dimensioni minutissime: micro-frese da 0,2 millimetri lavorano con il centro di lavorazione per realizzare microcomponenti di precisione assoluta. Ricerca innovativa e trasferimento tecnologico si intrecciano, con ricadute che arrivano fino alla manifattura orologiera di alta gamma.



