Un visore per danzare immobili, a un passo da Vittoria Alata e Moretto

Il progetto «Double Reality» consente di esplorare i tesori cittadini, animati dalle suggestive coreografie di Aterballetto
Giulia Bassi
Clément Haenen in «Eppur si muove» di Francesca Lattuada in Capitolium
Clément Haenen in «Eppur si muove» di Francesca Lattuada in Capitolium

Indossare un visore e ritrovarsi a pochi centimetri dalla Vittoria Alata, con la sensazione di poterla quasi toccare semplicemente allungando una mano. E poi entrare nelle Domus dell’Ortaglia, percorrere i viali del Castello, muoversi tra le armature del Museo Luigi Marzoli e negli altri luoghi coinvolti, mentre i danzatori si esibiscono davanti e tutt’intorno allo spettatore.

Basta girare la testa per cambiare prospettiva, seguire un movimento, scoprire un dettaglio architettonico o lasciarsi sorprendere da una figura che compare alle proprie spalle. Ma l’esperienza si spinge anche oltre, portando chi guarda al centro della scena – non più come osservatore esterno, ma presenza immersa nella coreografia – fino ad assumere il punto di vista del ballerino stesso e a vedere lo spazio e il movimento con gli occhi di chi danza.

Una doppia realtà

È questa l’esperienza proposta da «Double Reality. Il monumento e il suo doppio», il progetto di Fondazione Brescia Musei, Comune, Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto e Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library che porta la danza contemporanea nella realtà virtuale e inaugura alla Pinacoteca Tosio Martinengo la prima VR Room stabile del sistema museale cittadino. Il percorso dura circa 25 minuti ed è composto da cinque performance girate a 360 gradi negli spazi dei musei civici. Non si assiste semplicemente a uno spettacolo, con il visore si entra nello spazio coreografico, ci si può voltare, seguire i danzatori e osservare da vicino ambienti e opere digitalizzati ad altissima risoluzione.

I visori indossati dai visitatori
I visori indossati dai visitatori

Le performance

Al Museo delle Armi Luigi Marzoli e al cospetto della Torre Mirabella i danzatori Vittoria Franchina ed Edoardo Brovardi, fasciati da costumi argento, interpretano «Yes Yes», coreografia del bresciano Diego Tortelli (già Head Choreographer della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026) sulle musiche elettroniche dei Privatebirds. Tortelli firma anche «Glory Hall extract», la performance girata nelle sale della Pinacoteca: in scena Nolan Millioud e Matteo Fiorani si rincorrono e si incontrano di fronte ai capolavori custoditi, accompagnati da «Vite di traverso» della violoncellista e compositrice Daniela Savoldi.

Millioud e Fiorani alla Pinacoteca Tosio Martinengo
Millioud e Fiorani alla Pinacoteca Tosio Martinengo

La Vittoria Alata è invece il centro di «Eppur si muove» di Francesca Lattuada. Davanti al bronzo romano danza il performer Clément Haenen, sulle note dell’Allegretto della Settima Sinfonia di Beethoven: il corpo dialoga con l’immobilità maestosa del bronzo, mentre lo spettatore si alza in volo fino a raggiungere, in modo suggestivo, il volto della Vittoria. Lara Guidetti, coreografa, regista e performer, firma infine gli episodi «Aditus», con il sound design di Marcello Gori, che ci conduce negli spazi del museo Santa Giulia con Kiran Gezels, Matilde Di Ciolo e Alessia Giacomelli e «Elsewhere», che si sposta, invece, in Castello e aggiunge al gruppo Gioele Cosentino.

Incluso nel biglietto

Cinque esperienze immersive che trascinano lo spettatore in un caleidoscopio di immagini, suoni, corpi e continui cambi di prospettiva, seguendo il fil rouge del dialogo tra la fisicità dei danzatori e il patrimonio storico cittadino, tra i monumenti e il loro doppio digitale. La danza diventa così uno strumento per attraversare spazi conosciuti in modo inatteso, mentre la tecnologia apre nuovi modi di esplorare i luoghi della cultura.

L’esperienza non richiede un supplemento, ma è compresa nel Biglietto Musei, che costa 15 euro e consente di visitare Pinacoteca, Santa Giulia, Museo del Risorgimento e Museo delle Armi. Per i residenti nel Comune di Brescia l’ingresso ai musei civici, e quindi anche alla VR Room, è gratuito. Un consiglio pratico: chi porta gli occhiali, può valutare le lenti a contatto, per mantenere il visore più comodo e stabile sul viso.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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