La comunità albanese è una delle più numerose e radicate di Brescia e oggi si fa promotrice nella nostra città di un festival internazionale di teatro. A dare forma al progetto è il Centro Culturale ODA, associazione nata tre anni fa con l’obiettivo di costruire un ponte tra la cultura albanese e quella italiana, promuovendo il dialogo e l’integrazione.
Voci della diaspora
Da venerdì 26 a domenica 28 giugno ODA porta in città AlbArt, Festival Internazionale di Teatro e Arti Performative, ideato dalla regista Valbona Xibri, attiva a Brescia. Tre giorni di spettacoli, laboratori e incontri aperti a tutti, che, per la prima volta, metteranno al centro il lavoro di artisti albanesi della diaspora provenienti da varie parti dell’Italia e dell’Europa. «Sono orgogliosa che un'associazione straniera sia riuscita a mettere in piedi un progetto di questo livello - anticipa Xibri -. Le proposte sono di spessore e siamo molto fieri degli artisti di livello che abbiamo potuto invitare con un grande sforzo, perché siamo un’associazione giovane. Ma nel nostro percorso vogliamo fare la differenza».
Il focus teorico del festival segue una domanda ben precisa: cosa significa creare in un idioma che non è la propria lingua madre? Il programma si apre domani, venerdì, alle 20.30 allo Spazio Lampo di via Privata De Vitalis 46, a Brescia, con la presentazione degli artisti seguita alle 21 dallo spettacolo «Remuntada» di Xhuliano Dule. Per sabato 27 il cartellone è denso: alle 10 l’incontro aperto al pubblico «Il teatro nella diaspora: quale lingua per raccontarsi?» con la proiezione del cortometraggio «Ka me kalu» di Flonja Kodheli.
«Sarà una conversazione in cui gli artisti racconteranno il loro percorso e discuteremo su cosa vuol dire lavorare in una lingua diversa dalla propria», spiega Xibri, che modererà l’incontro insieme a Claudio Simeone e Alessandra Spreafico, tra le fondatrici dell’associazione Lingua Madre. Nel pomeriggio, alle 15 alla Cascina Parco Gallo di via Corfù 100 il laboratorio «Tra realismo crudo, memoria e ritualità del teatro balcanico» tenuto da Enke Fezollari, attore e regista albanese naturalizzato greco, con all’attivo importanti tournée Europa. Il laboratorio (che si replica domenica 28 alle 15) lavorerà a partire da testi teatrali e storie personali. La giornata si chiuderà alle 20.30 con «Burrnesha (Vergine giurata)», performance teatrale firmata e interpretata dalla stessa Xibri.
Domenica mattina sarà dedicata ai più piccoli: dalle 9 alle 11 alla Cascina Parco Gallo «Voci da Favola», laboratorio tenuto da Flavia Bakiu, attrice nota anche per aver lavorato con Marco Bellocchio nel film «Rapito». In contemporanea allo Spazio Mete (via Creta 56) laboratorio di public speaking con Vladimir Doda e Maryna Ivashchenko. Alle 11 incontro aperto su «Il teatro come strumento identitario. Le prospettive future del teatro della diaspora», con l'intervento di Omar Giorgio Makhloufi di Registi a Confronto. Il festival si chiude alle 20.30 allo Spazio Lampo con «Albania-Italia. Solo andata», spettacolo di Marbjena Imeraj per la regia di Melania Giglio.
Una lingua comune
«Il nostro obiettivo è avvicinare le comunità al teatro, che è una delle forme d’arte più belle e importanti nelle relazioni umane per trovare una lingua in comune. Tutto questo succede, poi, in un momento di fermento in Albania, che ovviamente non ci lascia indifferenti. Sarà interessante vedere anche gli sviluppi all’interno del festival» conclude Xibri. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti. Consigliata la prenotazione (obbligatoria per gli spettacoli teatrali) ai numeri 340.4974716 o 320.333803.



