Serena Dandini: «Ancora parliamo di gonne, meglio ricordare le Costituenti»

La scrittrice e conduttrice sarà a Brescia per presentare «Paura non abbiamo»: «Dalle 21 donne che fecero la Repubblica a quelle che hanno plasmato l’Italia, ecco perché non dobbiamo dimenticarle»
Sara Polotti

Sara Polotti

Giornalista

Serena Dandini
Serena Dandini

Quando le donne della Costituente varcarono per la prima volta la soglia del Parlamento, le cronache dell’epoca si focalizzarono sulle mise, sui rossetti, sulla toeletta. Ne fecero – dice Serena Dandini – un fatto esotico. «Come se fosse la prima dell’opera». Oggi non dovrebbe più essere così esotico, eppure anche le nostre, di cronache, spesso parlano delle donne in politica in maniera decisamente poco paritaria. Ecco perché c’è bisogno di non dimenticare, ma soprattutto di mettere in nuova luce quelle ventuno donne – e tutte quelle dopo di loro – che fecero la storia della nostra democrazia al pari degli uomini. Anzi: con più difficoltà. A puntare la torcia su di loro è «Paura non ne abbiamo» (Einaudi, 19 euro), che la scrittrice e conduttrice Serena Dandini presenterà a Librixia (con Carlo Piccinato) questa sera – sabato 26 settembre – alle 21, nell’auditorium San Barnaba in corso Magenta.

Di donne, di pioniere e di democrazia: di questo parla il libro che presenta a Librixia. Com’è stato fare ricerca su queste figure, su queste nostre antenate che magari spesso non vengono considerate al pari degli uomini che hanno fatto la Repubblica?

È stato un viaggio affascinante, incredibile. Sono storie che raccolgo da un po’, anche per i miei precedenti libri. Nei saggi ho sempre cercato di dare luce a queste storie straordinarie di donne che sono rimaste trasparenti. Le costituenti sono solo l’incipit. Ma poi ci sono filosofe, scrittrici… Ognuna è un tassello di quell’emancipazione che dobbiamo difendere con unghie e denti, soprattutto oggi. Si parla sempre della Costituzione magnifica che abbiamo, ma quando si parla dei fautori si accenna solo ai padri. È vero: a varcare la soglia del Parlamento furono solo 21 donne, ma non erano solo ornamentali. Furono donne che combatterono strenuamente per aggiungere nella Costituzione parole chiave. Se siamo riuscite anche ad abolire leggi misogine e liberticide è anche grazie a loro. Perché poi, fatta la Costituzione, ci volle parecchio per combattere la mentalità! Si possono cambiare Costituzioni, leggi… Ma poi la mentalità resta quella della donna come angelo del focolare.

Serena Dandini a una precedente edizione di Librixia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Serena Dandini a una precedente edizione di Librixia - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

A maggior ragione in questi giorni, dopo le parole di Antonio Tajani sulla lunghezza della gonna e quelle di Vannacci, che le donne «le preferisce senza». Commenti?

Edificante, molto edificante. Ecco perché è importante raccontare la storia di quelle donne del post-fascismo. Durante il Ventennio era stata disincentivata l’istruzione, con tasse universitarie doppie rispetto agli uomini. Quelle 21 costituenti avevano vissuto il confino, la tortura, la prigionia, alcune avevano combattuto per costruirsi una professione e avevano idee chiare su dove non tornare. Noi abbiamo delle smemoratezze. Ecco perché è importante ricordare.

Oltre alle donne costituenti parla di altre figure che hanno avuto ruoli altrettanto essenziali. Ce ne anticipa qualcuna?

Emma Bonino, che sarebbe stata un’ottima presidente della Repubblica. Enza Sampò, pioniera nella tv italiana, prima donna a condurre un programma alla pari degli uomini. La prima volta che indossò i pantaloni in piazza con il microfono fu uno scandalo epocale. Come la minigonna oggi! Torniamo sempre lì.

Emma Bonino - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Emma Bonino - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il titolo è «Paura non abbiamo». Oggi Serena Dandini ha paura o non ha paura? E il popolo italiano? Dovrebbe averne o non dovrebbe averne?

È una famosa canzone delle mondine, ripresa dalle femministe. È importante ribadirlo oggi che siamo pieni di paure, con un futuro incerto, le guerre, il cambiamento climatico, l’AI che rischia di sopraffarci… È un verso per me quasi scaramantico. Cerco di abbracciare queste parole e risolvere i problemi.

Chi sono secondo lei le donne che faranno la prossima Repubblica, quelle che plasmeranno il futuro dell’Italia?

Non so, ma l’importante è che le prossime politiche siano femministe. Non basta essere genericamente donne, ma abbracciare temi che aiutino le altre.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Le notizie della sera

Il riassunto della giornata, con le principali notizie e gli approfondimenti della redazione.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA
Il nuovo volto della chirurgia estetica: «Filler» in edicola con il GdBIl nuovo volto della chirurgia estetica: «Filler» in edicola con il GdB

Un’inchiesta sulla diffusione dei ritocchi estetici e sui cambiamenti nel rapporto con il corpo, l’identità e l’idea di bellezza.

SCOPRI DI PIÙ
SponsorizzatoDove la luce diventa esperienza: Crotti inaugura la sua nuova sedeDove la luce diventa esperienza: Crotti inaugura la sua nuova sede

L'attività di Monica Crotti e Michele Fogliadini apre in via Giuseppe Garibaldi 104, a Rezzato, con uno showroom innovativo e all'avanguardia