Parsi: «Meloni decida se vuole essere protagonista o comparsa della storia»

Il professore oggi sarà all’auditorium San Barnaba per l’incontro sul «Mondo postamericano»
Giorgia Meloni e Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Giorgia Meloni e Donald Trump - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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Il ciclo di incontri de «I pomeriggi in San Barnaba» organizzati dalla Fondazione Calzari Trebeschi si è aperto martedì scorso con il professor Alessandro Colombo. Il tema di fondo di quest’anno è il disordine globale e oggi, alle 18 all’auditorium San Barnaba, l’ospite sarà il professore Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali in Cattolica, che parlerà del Mondo postamericano»

Professor Parsi, cosa intendiamo con mondo post-americano?

Il mondo a cui stiamo assistendo e il sistema che abbiamo davanti non sono quelli fondati sulla leadership americana come l'abbiamo conosciuta dal 1945 a ieri, ossia una leadership sostanzialmente inclusiva, in cui agli strumenti di hard power politico militare ed economico si aggiungevano gli elementi di soft power culturale e di attrazione verso quel mondo, che giocavano un ruolo fondamentale. Questo nuovo mondo definito da Trump sta minando le basi dell'egemonia americana: si sta creando un mondo in cui gli StatiUniti sostanzialmente scimmiottano l'Europa del diciannovesimo secolo e si illude che tra imperi, mossi solo da interessi egoistici, sia possibile una convivenza pacifica. Cosa che noi sappiamo essere impossibile, lo abbiamo imparato a Sarajevo nel 1914.

Quindi Trump è entrato in una logica che vede il mondo diviso in imperi? Accetta che ci siano anche quello cinese e quello russo?

La mia impressione è questa. E non è solo mia, naturalmente anche di molti altri studiosi.Comunque direi che i dati ci sono tutti, anche perché questa logica imperialista all'esterno si salda con una logica, diciamo così, autoritaria all'interno. Quello che un paese fa all'estero si riflette per forza sulla sua politica interna e viceversa. Lo vediamo anche con la Russia di Putin, ma l’abbiamo visto tante volte nella storia. Per cui non si capisce perché gliStati Uniti Dovrebbero fare un'eccezione. Purtroppo tutti i sintomi ci sono già.

E in questo contesto l’Italia come si colloca rispetto agli Stati Uniti?

Vorremmo saperlo tutti come si colloca l'Italia. Meloni mantiene la sua idea, ormai anacronistica, di fare il ponte tra le sponde dell’Atlantico, ma la premier si troverà caduta in acqua perché la sponda dell'Atlantico americana continua a spostarsi e quindi deve decidere se vuole essere la vassalla di Trump o una protagonista della rinascita dell'Unione Europea.

Vittorio Emanuele Parsi - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it
Vittorio Emanuele Parsi - Foto New Reporter Favretto © www.giornaledibrescia.it

E l’Unione europea che ruolo ha? Draghi ha detto che dobbiamo passare da una confederazione a una federazione, è d’accordo?

Anche in questo caso: vogliamo restare sul menù, come diceva il primo ministro canadese Carney a Davos, o essere seduti al tavolo con gli altri per difendere i nostri principi, valori e interessi. Insomma, il nostro modo di fare politica dentro e fuori i confini. Dobbiamo andare in quella direzione. È chiaro che a Meloni e a tutti i sovranisti questa cosa risulta molto difficile, ma Meloni può scegliere se passare alla storia come una protagonista o finire in una nota di cronaca come una dei tanti comprimari.

Parlando di sovranisti, quest’anno ci saranno molte elezioni in Europa e in Germania potrebbe esserci un passo in avanti di AfD. Pensa che nel 2026 la strada sia tracciata in questo senso? Cioè verso il sovranismo.

Non c’è niente di tracciato nella storia. Sono i codardi che parlano di destino e di strade tracciate. La storia è quella che noi facciamo tutti i giorni. È chiaro che siamo in un momento difficile per la democrazia liberale e dunque dobbiamo decidere se vogliamo batterci per difenderla o se vogliamo arrenderci col pretesto che non possiamo fare niente. Il mondo è di chi ha coraggio, i vili finiscono veramente nella pattumiera della storia, è una scelta del tutto nostra.

A Proposito di storia, siamo a quattro anni dall’invasione Russa in Ucraina. Che prospettive di pace ci sono?

Ma che pace! Gli ucraini si stanno con estremo valore per difendere la loro libertà e il loro futuro. Quindi dobbiamo decidere se vogliamo stare dalla parte della libertà o dalla parte dell'oppressione. Se poi quelli che sono della parte dell'oppressione aggrediscono, la pace non è possibile. Quindi smettiamola di riempirci la bocca con formulette che vanno bene per le sacrestie ma non vanno bene per far politica.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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