Musica

Sanremo 2026: nella prima serata Ferro, Olly, la «carrambata» e Yaman-Bedi

Stasera sul palco 30 artisti: Ditonellapiaga rompe il ghiaccio, Renga sarà ventinovesimo
  • La presentazione della prima serata del Festival di Sanremo
    La presentazione della prima serata del Festival di Sanremo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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    La presentazione della prima serata del Festival di Sanremo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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È stata presentata la scaletta della prima serata del Festival di Sanremo, in onda dalle 20.40 su Rai Uno. Francesco Renga uscirà per penultimo, ventinovesimo. La serata dovrebbe chiudersi attorno alle 1.20. Voterà la giuria della sala stampa-tv-web, e il voto dei giornalisti e inviati conterà, stavolta, al 100%.

I temi e le voci

Della serata hanno parlato il conduttore artistico e presentatore Carlo Conti. Con lui, al banco dei relatori, anche l’affascinante attore turco Can Yaman, protagonista della serie tv Rai «Sandokan», che interverrà nel corso della serata. Vivrà un confronto «carrambata», perché tra gli ospiti ci sarà l’attore Kabir Bedi.

Claudio Fasulo, vicedirettore Prime Time Rai, racconta per primo la serata. «Dalle 19 la scaletta sarà anche sui social. Il super ospite sarà Tiziano Ferro, con un medley molto emozionante. Festeggeremo gli 80 anni della Repubblica italiana. Avremo Olly, vincitore del 2025. Gaia canterà sul palco Suzuki. Sulla Costa Toscana, come ogni sera, ci sarà Max Pezzali».

Conti inizia il proprio intervento ricordando Maurizio Costanzo, scomparso esattamente tre anni fa. «Lo scorso anno eguagliare i numeri del passato era quasi impossibile, ma con caso e bravura siamo stati in grado di migliorarli – tiene a precisare –. Se le cose non dovessero andare così stavolta, non mi troverete abbattuto. Lo scenario è diverso, andiamo in onda in un momento diverso del mese, con altri competitor. Così come non mi sono esaltato lo scorso anno, così non mi abbatterei questa volta». 

«Disimpegno»

Sarà un Festival al «disimpegno» mentre «là fuori il mondo è in fiamme?», chiedono dalla sala stampa. «Pensiamo soltanto alla celebrazione degli ottanta anni della Repubblica che proporremo, alla celebrazione di quell’Italia partigiana che ci ha liberato dalla dittatura nazi-fascista». La richiesta di La Russa di re-invitare il comico Andrea Pucci? «Nei giorni scorsi mi sono sentito con l’artista, non se la sente e non posso agire contro il suo volere. Baudo diceva che i politici non dovrebbero intromettersi nel mondo della canzone? Baudo poteva dire tante cose, da libero cittadino. A volte diceva di certo delle cose “ganze”». 

Restando sul tema forfait, il direttore artistico fa per Morgan, che ha fatto un passo indietro circa il duetto con Chiello, un ragionamento simile a quello proposto per Pucci. Altri passaggi politici. «Il mio Festival è democristiano? Semmai è cristiano e democratico. Cristiano, con grande modestia, per il mio orientamento religioso. Democratico, perché è per tutti. E ci sarà occasione anche per parlare di temi sociali legati ai giovani e delle dipendenze. Non solo dalle droghe, ma anche dai social».

Yaman è in realtà il primo a parlare. Dalla Tigre della Malesia a un palco istituzionale come l’Ariston, come sarà? «Spero di non combinare pasticci – afferma –. Per me è un’esperienza nuova. Il caso droga? Non dico nemmeno caso chiuso, è semplicemente un caso che non c’è mai stato. In Turchia fanno controlli, in questo periodo. Se sei pulito, in 24 ore sei libero». La seconda stagione della serie? «Bisognava iniziare quest’estate, ma pare sia slittato lo start. Dopo il successo della prima stagione il desiderio della produzione è migliorare e serve più tempo. Avrei preferito fare prima, tutto di fila, anche per restare meglio nel personaggio. Sempre in estate, comunque, girerò a Roma la commedia “Bro”. Dovrebbe essere una sit-com di diversi episodi. Per me si tratta di un genere nuovo».

Il rapporto con Sanremo? «Sono cresciuto in Turchia, ma vivo in Italia da cinque anni. Ne ho capito l’importanza man mano. Spaventato per questa serata? Mi spaventa tutto, ma sono bravo a nascondere bene… I miei gusti musicali? Ascolto vari generi. Tra le canzoni italiane ho gusti vintage. Specie le canzoni d’amore sofferto». Poi, l’elogio a Laura Pausini: «Se nella vita fossi stato un cantante, avrei avuto il suo approccio nei confronti della vita, della carriera e della ricerca dell’affermazione nel mondo». 

Al tavolo dei relatori anche le conduttrici del PrimaFestival Ema Stokholma, Manola Moslehi e Carolina Rey e il conduttore del DopoFestival Nicola Savino, che in settimana ospiterà tutti e trenta i cantanti in gara, naturalmente per scaglioni.  

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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