«Sanremo? Sì, almeno un’altra volta. Ma non la prossima edizione». Mr.Rain si è raccontato mercoledì mattina nel Magazine di Radio Bresciasette, condotto da Maddalena Damini. E ha incontrato i cinque fan che hanno vinto il concorso organizzato dall’emittente bresciana che metteva in palio un momento a tu per tu con il cantautore bresciano, originario di Desenzano, che il prossimo 19 novembre compirà 35 anni. Negli studi di Bresciasette c’erano quindi Chiara Valenziano, 9 anni; Andrea Urraci, 34 anni; Liam Basso (10), Samanta Bodei, trentunenne; Margherita Camadini, 20 anni.

Particolare la storia di Urraci, cagliaritano che abita a Ingolstadt, in Baviera, e che si è sobbarcato sette ore di treno per arrivare a Brescia. Porta con sé una bandiera sarda con sopra il volto del proprio idolo in quadruplice copia, e ha preso parte a moltissimi concerti, non solo in Italia.
Mattia Balardi, così all’anagrafe, ha iniziato un tour teatrale che lo porterà venerdì al Teatro Clerici di Brescia, in via San Zeno. Il concerto inizia alle 21.15. Per info: www.zedlive.com. I biglietti sono disponibili e vanno dai 29 ai 52 euro. La tournée è iniziata il 5 ottobre all’Arcimboldi di Milano. Terminerà il 5 novembre all’Europauditorium di Bologna.
Per Mr. Rain è un periodo di ritorni. A Bresciasette, perché è una delle prime radio, se non la prima, nella quale è stato protagonista di un’intervista, anni fa. Sul suo lago di Garda, dato che da non molto, dopo anni a Milano, ha deciso di tornare a vivere sul Benaco, con la propria compagna. Verso il proprio pubblico, in una dimensione più intima, visto che il tour di cui è protagonista è organizzato in una dimensione teatrale che lo porta più vicino alla gente. Proprio le persone hanno propiziato lo scatto nella carriera di Balardi, che ha preso quota grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo del 2023, anno in cui la sua «Supereroi» ha, forse contro pronostico, fatto il botto, arrivando terza. Meno sfavillante la puntata all’Ariston dell’anno successivo, con «Due altalene», fermatasi alla diciassettesima posizione.
Mr.Rain, da quel momento, ha solo apparentemente rallentato. Si è preso una piccola pausa da palasport e grandi arene, ha scritto, registrato e pubblicato altre canzoni («Odio a la Luna», «Effetto Michelangelo», «Casa in fiamme» e Lunedì nero»). Prossimamente uscirà un nuovo disco, successore di «Pianeta di Miller», che risale al 2024.
Mr.Rain, quindi la porta per Sanremo è sempre aperta?
«È un’esperienza che ricorderò sempre e che voglio rifare. Non subito, però».
Quando esce il nuovo disco?
«Proprio oggi ho una videoconferenza per decidere la data esatta di pubblicazione. Ma nel frattempo ho diversi fronti aperti. Un disco in spagnolo con brani dedicati a quel territorio, e non semplici traduzioni. L’uscita recente di una versione un po’ in francese e un po’ in italiano di "Supereroi", che pochi giorni fa ha richiesto del lavoro di promozione in Francia. È stato bello, ma sono tornato a casa con un gran raffreddore».
Che suono avrà il nuovo lp?
«Sarà molto vario. Spazio tra i generi, dal pop alle ballad, fino ad arrivare alla salsa. A livello di contenuti c’è un po’ di rabbia in più, anche dettata dalle condizioni nelle quali oggi versa il mondo. Non manca, però, l’introspezione».
Questo tour nei teatri non è particolare solo per i luoghi scelti...
«Ho riadattato diversi brani del mio repertorio per la dimensione teatrale. Ci ho messo parecchio tempo. Poi, sono un perfezionista, e preferisco avere un po’ il controllo su tutto, su ogni aspetto che caratterizza il mio progetto, che poi è tutta la mia vita, dalla musica al merchandising».
Oggi può essere considerato un artista maturo, che peraltro ha fatto davvero tanta della proverbiale gavetta: un percorso nel quale non sono mancate scelte coraggiose, come quella di abbandonare in corso d’opera l’edizione 2013 di X Factor...
«Non ho mai molto seguito i trend, sono andato spesso controcorrente. A X Factor non mi sentivo me stesso. Nulla contro quel talent, ma in quel momento non era la mia via. Forse ho scelto la strada più lunga ma, almeno per me, si è rivelata la migliore».
Come sarà, quindi, esibirsi in casa?
«Ammetto di essere emozionato, specie perché il teatro sarà pieno di amici. Ci sarà la mia famiglia. In quel posto ho visto il mio primo concerto di sempre: Nek. Voglio vivermi ogni istante di quel live e di questa tournée al centomila per cento».




