Tre ore di musica, amore e grandi successi: i Pooh emozionano Brescia

Oltre quaranta i brani che la band ha portato in piazza Loggia per il Brescia Summer Music, festeggiando i sessant’anni dalla nascita del gruppo: «All’assenza di Valerio e Stefano non ci abitueremo mai»
Giacomo Baroni
Il concerto dei Pooh per il Brescia Summer Music
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Il concerto dei Pooh per il Brescia Summer Music

Un cofanetto che contiene sei decenni di ricordi, canzoni e sentimenti. Sabato sera Piazza Loggia si è stretta attorno ai Pooh in un lungo abbraccio pieno d’amore. Il quartetto ha fatto tappa al Brescia Summer Music con la tranche estiva del tour «La nostra storia», che celebra sessant’anni della band nata a Bologna il 28 gennaio 1966. Un anniversario importante festeggiato in grande, con un gigantesco concerto di oltre quaranta brani e circa tre ore di musica che ripercorrono l’intera carriera del gruppo, epoche e canzoni legati in un gioco di rimandi e significati. Tutto intorno volti emozionati, divertiti, commossi o elettrizzati di ogni età cantano a perdifiato. Perché lo spettacolo, in fondo, è anche un’immensa raccolta di memorie condivise.

La scaletta

Il racconto dei Pooh parte dalle origini. Sono gli anni Sessanta, è l’inizio di una «Banda nel vento» che inanella in rapidissima sequenza diverse perle del periodo beat. «Quello che non sai» e «Vieni fuori», «Quando una lei va via» e «Nascerò con te». Protagonista è Riccardo Fogli, che con la sua voce riporta ai primi passi della formazione. Tra l’energia di «Buona fortuna», l’impatto sonoro di «Lettera da Berlino Est» la struggente «Io e te per altri giorni» e la carica rock di «Canterò per te» la band dimostra subito di essere in splendida forma.

I Pooh non sbagliano un colpo, quattro mattatori dalle voci limpide, generose e senza incertezze, soprattutto nei ricchi intrecci armonici. Magistrali su tutti l’inconfondibile chitarra di Battaglia e le tastiere di Facchinetti. Sontuosa la scenografia con quattro schermi circolari, laser e fumogeni. Si balza avanti agli anni Novanta, alle sonorità rock-pop di «Amici per sempre», come erano Valerio Negrini e Stefano D’Orazio. «Alla loro assenza non ci abitueremo mai», ricorda Facchinetti. Segue «Il cielo è blu sopra le nuvole», poi il concerto entra in una atmosfera più delicata e sentimentale con una serie di intense canzoni d’amore: «L’altra donna», «La donna del mio amico», «La mia donna». Ci si addentra nella fase più coraggiosa, quella della ricerca e della sperimentazione, il momento migliore della serata in cui i Pooh danno sfoggio di versatilità e abilità strumentali, tra la tensione di «Oceano», l’epicità metallara de «L’aquila e il falco» e il sogno progressive di «Parsifal», che regala una possente suite strumentale da standing ovation.

Classici

Fa da contraltare «Santa Lucia», cantata a quattro voci in armonia perfetta, virando verso lidi più carezzevoli. Battaglia all’acustica, Facchetti al piano a coda e Canzian al contrabbasso elettrico mettono in fila «Tu dov’eri», la trascinante ballad «Domani», la tenera «Io ti aspetterò», «In diretta nel vento». I tre si alternano alla voce solista, accompagnati dal coro di tutta la platea che esplode in «Notte a sorpresa».

La scaletta corre veloce attraverso tanti altri classici, tra cui «In silenzio» e «50 primavere» (con il ritorno di Fogli al microfono), «Pierre» e il brano vincitore di Sanremo «Uomini soli». L’ultima parte del concerto è riservata a una cavalcata tra i grandi successi della band, tenuti sapientemente in serbo per una volata finale memorabile: «Piccola Katy», «Tanta voglia di lei», «Dammi solo un minuto», «Noi due nel mondo e nell’anima», «Pensiero», «Chi fermerà la musica». La vera domanda, sessant’anni dopo però è: chi fermerà i Pooh?

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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