Musei Civici di Brescia come il Louvre: le opere diventano digitali

Fondazione Brescia Musei lancia il nuovo catalogo online «Prospero»: già disponibili 1.100 schede. L’obiettivo è digitalizzarle tutte 90.000
Barbara Fenotti
Una sala della Pinacoteca Tosio Martinenego (foto d'archivio) - Foto © www.giornaledibrescia.it
Una sala della Pinacoteca Tosio Martinenego (foto d'archivio) - Foto © www.giornaledibrescia.it

I Musei Civici di Brescia come il British Museum, il Louvre o il Met. O, senza andare così lontano, come gli Uffizi, i Musei Vaticani e il Museo Egizio di Torino. Con «Prospero», il nuovo catalogo digitale presentato ieri da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia, anche le Collezioni civiche entrano nella cerchia – in Italia stimata tra il 10 e il 15% dei musei – delle realtà dotate di un catalogo online pubblico, strutturato e costantemente aggiornato. Una banca dati e, insieme, una nuova porta d’accesso al patrimonio cittadino pensata per rendere consultabili da tutti anche le opere che non sono normalmente esposte.

Già online

Il portale «Prospero»
Il portale «Prospero»

Il progetto rende omaggio a Prospero Rizzini, medico, numismatico e archeologo, direttore dei Musei Civici dal 1881 e tra i primi a introdurre criteri moderni di organizzazione scientifica delle raccolte. Oggi quella tradizione di studio e cura trova una nuova forma digitale. Alla base di «Prospero» c’è la banca dati, utilizzata dai curatori di Fondazione Brescia Musei e avviata nel 1990 come archivio interno, che oggi raccoglie oltre 51mila schede su un patrimonio stimato in circa 90mila oggetti. La prima fase del progetto, durata quattro anni e dedicata alla costruzione del database, è stata finanziata con il contributo di Fondazione Comunità Bresciana. Ora il lavoro sta proseguendo con i conservatori di Fondazione Brescia Musei.

Il catalogo, accessibile dal sito della Fondazione alla voce «Collezioni», parte con circa 1.100 schede già online, ma è destinato a crescere quotidianamente. Comprende tutte le opere esposte in Pinacoteca, l’intero nucleo di Romolo Romani, 130 disegni di Angelo Inganni e circa 770 opere non esposte.

«È un passaggio paragonabile, per significato, alla riapertura della Pinacoteca» sottolinea il consigliere comunale con delega alle Attività culturali Francesco Tomasini. Francesca Bazoli, presidente di Fondazione Brescia Musei, spiega come il progetto «assume un valore particolare nell’anno del bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata, considerato l’incipit della storia delle collezioni bresciane». Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei, ricorda invece che l’archivio digitale esiste dagli anni Novanta, ma solo ora diventa catalogo pubblico: «Uno strumento autorevole e scientificamente validato, particolarmente importante in un tempo in cui le informazioni circolano sempre più anche attraverso sistemi di intelligenza artificiale».

Il progetto è sostenuto da Metal Work, partner consolidato della Pinacoteca. A illustrare la piattaforma è stata Roberta D’Adda, coordinatrice del settore Collezioni e Ricerca di Fondazione Brescia Musei, che evidenzia come «Prospero è stato sviluppato con l’azienda bresciana Evoluzione Telematica come prodotto costruito su misura». Al lavoro hanno contribuito anche Nicola Turati, storico dell’arte di Brescia Musei, ed Elisa Curotti, operatrice volontaria del Servizio civile.

Il prossimo biennio sarà decisivo per ampliare il catalogo fino alle 90mila schede complessive: dopo arti visive, toccherà ai nuclei archeologici, all’armiero, alle stampe, alla fotografia e alla numismatica.

Contributo

Anche i cittadini possono contribuire a far crescere il museo digitale di Brescia. Fondazione Brescia Musei ha infatti attivato un Art bonus dedicato a «Prospero», pensato per sostenere lo sviluppo della piattaforma in futuro e accompagnare la pubblicazione di nuove schede. Lo strumento consente a cittadini, imprese e mecenati di partecipare alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale, beneficiando di un credito di imposta pari al 65% della donazione.

Una chiamata alla comunità, dunque, perché si riconosca nel proprio patrimonio e contribuisca a renderlo sempre più accessibile. «Prospero» nasce come progetto aperto e progressivo: le schede online sono già circa 1.100 ma il traguardo è molto più ampio, perché il patrimonio stimato dei Musei Civici arriva a circa 90mila opere e oggetti.

La presentazione del progetto «Prospero» - © www.giornaledibrescia.it
La presentazione del progetto «Prospero» - © www.giornaledibrescia.it

Il lavoro da fare, quindi, è molto: la prima fase dedicata alla costruzione del catalogo è stata finanziata con il contributo di Fondazione Comunità Bresciana, mentre ora il percorso continuerà con i conservatori di Brescia Musei. Entro la fine dell’anno, anche in relazione alle celebrazioni per il bicentenario del ritrovamento della Vittoria Alata, saranno pubblicate nuove schede, con particolare attenzione ai nuclei archeologici e al deposito bronzeo.

Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei, ha definito «Prospero» un progetto «aperto e destinato a crescere nel tempo anche grazie ai cittadini». Francesca Bazoli, presidente di Fondazione Brescia Musei, ha sottolineato il valore dell’Art Bonus come «invito a riconoscersi nel patrimonio cittadino».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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