«Queste sono domande da porci!» Così chiuse il suo intervento l’illustre conferenziere. In sala si udì qualche grugnito. In realtà il luminare voleva semplicemente ricordare al pubblico che nella vita ci sono delle domande che ognuno di noi deve ineludibilmente porsi; ma l’espressione domande da porci qualche fraintendimento pur lo genera.
Anche il bresciano si presta talvolta a questi curiosi equivoci. Rimaniamo nel porcile: «Nì pör avanti come si!»: continuate pure come siete … o come maiali? Chi non ricorda Questo piccolo grande amore, tra i maggiori successi di Claudio Baglioni? «Mi manca da morire questo piccolo grande amore adesso che saprei cosa dire, adesso che saprei cosa fare…». Un mio vecchio zio «traduceva» brescianamente quell’adesso che… con «Adès só ché… domà chisà en do’ che saró!».
E avete mai sentito la storiella su marito e moglie, poveri in canna, che, per consolarsi, passeggiavano tra le proprietà del loro padrone, brandendo un osso di gallina e ripetendo: «Chesto l’è ‘n’os! (questo è un osso)»; che in dialetto suona identico a «Chesto l’è nos! (questo è nostro)».
E il cinelliano calembour Pescheria… peschevà: pesce che arriva, pesce che va? In alcune zone della Bassa, basta la caduta di una «v» per trasformare salüdìm i (v)os de cà - salutatemi i vostri parenti - in un salüdìm i os de cà: salutatemi… gli ossi del cane. Rimane «da porci» un’ultima domanda: che ci va mai a fare quella mucca in quella casa laggiù… chela àca là en chela cà là?



