Ctb, dalla Loggetta a oggi: chi guiderà i teatri nel dopo-Bandera?

Le candidature dovevano essere presentate entro il 4 settembre: ora il Cda valuterà i profili per trovare la persona alla quale affidare la prossima fase di una storia cominciata nel 1974
Sara Polotti

Sara Polotti

Giornalista

Il Borsoni, il Sociale e il Mezzadri sono gestiti dal Centro teatrale bresciano - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Il Borsoni, il Sociale e il Mezzadri sono gestiti dal Centro teatrale bresciano - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Il Centro Teatrale Bresciano deve scegliere il prossimo direttore o la prossima direttrice. Gian Mario Bandera ha infatti presentato le dimissioni il mese scorso, per ragioni personali, e il percorso per individuare chi gli succederà è già cominciato: ad annunciarlo, un avviso pubblico di manifestazione di interesse pubblicato dal Consiglio d’amministrazione del teatro lo scorso 31 luglio. Le candidature dovevano essere presentate entro le 12 di oggi, 4 settembre. E così ora – a porte chiuse – si passa alla fase dell’analisi e della selezione.

La ricerca riguarda una figura destinata ad avere un ruolo centrale nella vita del teatro bresciano. Il direttore o la direttrice non avrà infatti soltanto il compito di costruire la programmazione degli spettacoli, ma dovrà occuparsi della direzione artistica, culturale, organizzativa e gestionale dell’ente, dei rapporti con le istituzioni, dello sviluppo del pubblico e della ricerca di risorse. Una responsabilità particolarmente ampia per un organismo che da oltre cinquant’anni rappresenta uno dei principali riferimenti teatrali della città e del territorio.

Dalla Compagnia della Loggetta al teatro pubblico

La storia del Ctb comincia prima della sua nascita ufficiale. Le radici dell’ente affondano nell’esperienza della Compagnia della Loggetta, attiva a Brescia dal 1960 al 1973. La compagnia aveva fatto della ricerca di nuovi linguaggi teatrali e dell’attenzione ai temi del presente uno dei propri elementi distintivi, con l’idea che il teatro sia capace di avere anche una funzione civile nella comunità. Quell’esperienza contribuì a creare le condizioni per la nascita di un teatro pubblico cittadino. Nel 1974 Comune e Provincia di Brescia fondarono il Centro Teatrale Bresciano, che in pochi anni raggiunse un riconoscimento di livello nazionale. Nel 1977 arrivò infatti il riconoscimento statale come Teatro stabile di prosa a iniziativa pubblica, una qualifica che il teatro bresciano ha mantenuto per più di cinquant’anni.

Nel 1991 alla compagine dei soci fondatori si aggiunse la Regione Lombardia, mentre dal 2015 il Ctb è riconosciuto dal Ministero della Cultura come Teatro della Città di rilevante interesse culturale, la denominazione oggi utilizzata per le precedenti stabilità pubbliche e private.

L’attività dell’ente non si limita alla produzione di spettacoli (sono circa 300 le produzioni realizzate) ma si allarga alla gestione di diverse sale: il Teatro Sociale in via Cavallotti, da 670 posti, il nuovo Teatro Renato Borsoni in via Milano, da 312, e il Teatro Mina Mezzadri in contrada Santa Chiara, da 134. A queste si aggiungono numerosi spazi del territorio provinciale nei quali vengono programmati spettacoli (non solo di prosa).

Il chiostro del Teatro Mina Mezzadri in contrada Santa Chiara - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Il chiostro del Teatro Mina Mezzadri in contrada Santa Chiara - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

La nuova direzione

È dentro questo quadro che si colloca la ricerca della persona che succederà a Bandera. L’avviso stabilisce che il direttore o la direttrice riceverà la nomina dal Consiglio di amministrazione tra persone esterne agli organi del Ctb, con «documentati requisiti di alta qualificazione» e una comprovata esperienza nel settore teatrale, artistico, culturale, organizzativo o gestionale.

Tra i requisiti specifici viene indicata un’esperienza di almeno cinque anni in funzioni direttive o apicali in teatri, enti, fondazioni, associazioni o istituzioni dello spettacolo dal vivo, preferibilmente nell’ambito della produzione teatrale. Sono richieste anche competenze artistiche e gestionali, conoscenza del sistema teatrale italiano e internazionale e capacità di elaborare un progetto per il futuro del Centro teatrale bresciano.

Il candidato o la candidata doveva presentare proprio un progetto artistico-gestionale indicando le linee della proposta culturale, le strategie per rafforzare il ruolo del Ctb nel sistema teatrale nazionale, il rapporto con Brescia e il territorio, le politiche per lo sviluppo del pubblico e il coinvolgimento delle giovani generazioni.

Come avverrà la scelta

La procedura non è un concorso pubblico tradizionale. L’avviso la definisce comparativa, esplorativa e non concorsuale e specifica che non verrà formata una graduatoria.

Il primo passaggio sarà la verifica dell’ammissibilità delle domande e dei requisiti. Il Consiglio di amministrazione nominerà una commissione di cinque persone, composta da tre componenti dello stesso Cda e da due esperti scelti per le loro competenze in ambito teatrale, culturale, amministrativo, gestionale o giuridico. La commissione valuterà i curriculum e i progetti artistico-gestionali sulla base dei criteri indicati nell’avviso. Potrà anche procedere ad audizioni e, al termine del lavoro, individuare una rosa di profili ritenuti maggiormente idonei da sottoporre al Cda. La competenza sulla nomina, però, resta esclusivamente del Consiglio di amministrazione.

La scelta finale sarà infatti fiduciaria. Il Cda potrà individuare il candidato o la candidata ritenuto maggiormente idoneo sulla base della valutazione complessiva del curriculum, delle competenze, del progetto e dell’eventuale colloquio. Il teatro si riserva anche la possibilità di non procedere alla nomina se nessun profilo sarà considerato adeguato alle esigenze dell’ente.

Cosa farà il direttore o la direttrice

Il nuovo direttore o la nuova direttrice dovrà garantire una presenza effettiva e continuativa al CTB. L’incarico è previsto in regime di esclusività e non sarà possibile ricoprire contemporaneamente la direzione di un’altra istituzione finanziata dal Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo, salvo le eventuali eccezioni consentite dalla normativa.

Il direttore dovrà coordinare le attività artistiche, produttive, tecniche, amministrative e organizzative, mantenendo il rapporto con il Cda e curando le relazioni con il Ministero della Cultura, gli enti soci e territoriali, le istituzioni culturali e gli altri organismi teatrali. Tra i compiti indicati nell’avviso c’è anche quello di concorrere al reperimento di risorse pubbliche e private attraverso bandi, sponsorizzazioni, partnership e fundraising.

La durata inizialmente prevista è di tre anni, a partire dalla stipula del contratto. L’avviso prevede però che, alla luce delle modifiche statutarie in corso di approvazione, il prossimo Cda possa concordare con il direttore designato una durata di cinque anni, nel rispetto della nuova norma statutaria e dei limiti stabiliti dalla disciplina ministeriale.

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