A fine settembre il New York Times – interpellando 500 attori, showrunner, critici, registi, tecnici, manager - ha pubblicato la «Top 100 TV Shows of 21st Century», cioè il (presunto) meglio delle serie e qualche programma non-fiction (come l'indimenticabile «Anthony Bourdain. No Reservations» piazzatosi 69esimo) degli ultimi 25 anni.
È risultata al 1° posto la dark comedy «Breaking Bad» (2008-2013), seguita dalla poliziesca «The Wire» (2002-2008). Poi, a scendere: lo spaccato del mondo pubblicitario «Mad Men» (2007-2015); la lotta familiar-imprenditoriale «Succession”; la brit-comedy “Fleabag» (2016-2019); l’iconico fantasy medievaleggiante «Il trono di spade» (2011-2019); la satira politica «Veep» (2012-2019); la comica «30 Rock» (2006-2013; proprio l’11 ottobre si sono festeggiati i vent’anni del debutto); la cinico-umoristica «Curb Your Enthusiasm» (2020-2024). E al 10° la satira musical-sociale black «Atlanta» (2016-2022).
Dubbi e rettifiche
Ogni classifica è opinabile. E non si può dire che negli Usa che ne sono fucina non s’intendano di fiction e tv. Ma lasciatemi fare un po’ di pulci. Non contesto il primo posto al cult «Breaking Bad», e plaudo al secondo piazzamento di «The Wire», il più bell’affresco umano-poliziesco mai visto, ma trovo riduttivo il 35esimo di «True Detective» capostipite del genere.

Rabbrividisco, invece, all’ingiusto 22esimo della survival story «Lost» che imbambolò il mondo tenendoci inchiodati per 121 episodi e facendoci fumare il cervello in cerca di ipotesi-spiegazioni prima del (deludente!) finale. Ed è dissacratorio relegare al 99esimo posto un must della comedy come «Una mamma per amica». E altre avrebbero meritato l’ingiuria del 100esimo anziché il romantic-complottistico thriller «Scandal».
Ritengo anche sottostimato, forse perché ambientato nel calcio, anche «Ted Lasso» (75°), molto più che storia sportiva. Ed è sciovinismo la 72.ma piazza d'un fenomeno globale come la sudcoreana «Squid Game». E tv-blasfemia è l’aver ignorato la saga mafiosa «I Soprano» (forse poiché avviato nel 1999, pre-XXI secolo?). E se allibisco al 67° gradino la splendida serie distopica femminile «The Handmaid's Tale», definisco follia il 48° assegnato alla seminale dark story su potere&politica «House of Cards».
È assurdo anche aver ignorato la comicità dei nerds di «The Big Bang Theory»; e grida vendetta l'assenza di «Grey's Anatomy», modello vincente (alla 23.ma stagione!) di medical drama (del resto l'attuale «The Pitt» è solo 36°...). Mentre fra i legal il farlocco 49° posto a «The Good Wife» è aggravato dalla dimenticanza del gioiello che fu «Boston Legal». De gustibus yankee, vabbè. Però...



