«Brescia perde una delle sue intelligenze più raffinate e uno degli osservatori più lucidi della cultura del Novecento e del nostro tempo». Così la sindaca di Brescia, Laura Castelletti, ha commentato la scomparsa di Alberto Pesce, giornalista e critico cinematografico mancato nella notte tra il 4 e il 5 agosto 2026, a 102 anni.
Il ricordo
«Per oltre settant’anni, attraverso le pagine del Giornale di Brescia, ha accompagnato generazioni di lettori nella scoperta del cinema, insegnando che una recensione non è un semplice giudizio, ma uno strumento per comprendere un’opera, il suo contesto e, in fondo, anche noi stessi. Alberto Pesce è stato sempre profondamente radicato a Brescia, ma contemporaneamente capace di dialogare con il grande cinema internazionale, senza mai rinunciare alla propria autonomia di giudizio. Una libertà intellettuale che rappresenta oggi una lezione preziosa. Accanto alla sua attività di insegnante e preside, ha lasciato un’impronta importante nella vita culturale della città, costruendo negli anni un rapporto speciale con il Nuovo Eden, di cui è stato amico e punto di riferimento, e compiendo un gesto di straordinaria generosità con la donazione della sua biblioteca di oltre quattromila volumi alla Biblioteca Queriniana. Un patrimonio che continuerà a vivere e a formare nuovi lettori, studiosi e appassionati di cinema. A nome dell’Amministrazione comunale e della città esprimo il più sincero cordoglio ai familiari, agli amici e a quanti gli hanno voluto bene. La sua eredità non è fatta soltanto di pagine memorabili, ma di un metodo: guardare il mondo con curiosità, profondità e spirito critico».



