Svelare le trame dell’ultradestra. Dissezionarne connivenze, lati oscuri, contraddizioni. Va ancora in questa direzione il lavoro di Paolo Berizzi, inviato speciale de la «Repubblica», che domenica presenterà alla Microeditoria di Chiari il suo nuovo volume, «La storia segreta di Forza Nuova», con cui aggiunge un ulteriore tassello al suo lungo lavoro di ricerca sulla galassia nera italiana.
Partiamo da quella che sta diventando una triste abitudine, ovvero il tentativo di fermare o boicottare la pubblicazione dei suoi libri. Secondo lei cosa spaventa di più del suo lavoro?
I fascisti hanno sempre avuto paura dei libri, perché per loro la cultura è un ambito scivoloso. Più in generale, non sopportano la continuità del mio lavoro visto che non mi sono limitato a una singola inchiesta, ma da venticinque anni approfondisco le loro contraddizioni e, come nel caso di Forza Nuova, la loro incostituzionalità. La loro voglia di boicottarmi mi fa pensare all’atteggiamento delle organizzazioni mafiose.
In questo libro si concentra su Forza Nuova, mettendone in risalto anche aspetti inediti.
Partiamo dal presupposto che parliamo del più longevo partito neofascista italiano, sulla cui esistenza sollevo molti dubbi. Il quesito essenziale è perché non sia mai stato sciolto, nemmeno di fronte alla condanna di Roberto Fiore (fondatore di Forza Nuova, ndr) per l’assalto del 2021 alla sede della Cgil. Comunque, anche grazie al clima attuale, è una organizzazione politica che continua a prosperare così come altri movimenti di simile estrazione.
Chi è, secondo lei, Roberto Fiore?
È il signore nero del neofascismo italiano, un broker della politica che, pur essendo un ex eversore, è ben accolto anche da molti politici italiani. Grazie ai soldi fatti in Inghilterra durante la sua latitanza, è riuscito a finanziare Forza Nuova guidandola negli anni senza mai mollare il timone, nonostante nel mondo dell’estrema destra non sia particolarmente ben visto. Nel mio libro lo definisco il Berlusconi del neofascismo e pongo anche un interrogativo: aspetterà che il processo per cui è stato condannato vada in Cassazione o fuggirà come già in passato?
Rispetto a «Bande nere», il suo primo volume dedicato ai movimenti neofascisti e alla loro commistione con frange più politicizzate del tifo calcistico, come è cambiata la situazione in questi anni?
Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha evidentemente creato un clima positivo nei confronti di movimenti come Casa Pound e Forza Nuova. La destra di governo e le frange più oltranziste sono pianeti che viaggiano molti vicini tra loro, con questi ultimi che si fanno forza del fatto che i loro slogan e le loro battaglie sono spesso condivisi da partiti in doppia cifra come percentuali di voti presi. Ci sono sodali e amichetti dei vertici di Fratelli d’Italia che hanno rapporti con gruppi xeonofobi e remigrazionisti, addirittura il presidente del Senato La Russa ha ricevuto Roberto Fiore per una questione di immobili. Quanto alle curve degli stadi, sono quasi tutte in mano alla destra più aggressiva.
Ma è davvero così sicuro della vicinanza tra FdI e i movimenti più estremi?
È un partito post fascista che non ha mai reciso il legame con il proprio passato, a cominciare dalla fiamma che arde ancora sul loro simbolo. Fratelli d’Italia è anche pieno di fascisti legati in modo particolare alla recrudescenza nera degli anni ’70. È anche grazie a questa situazione se Casa Pound e Forza Nuova hanno rialzato la testa, per tacere di Vannacci e di Futuro Nazionale. Inoltre stanno cercando di organizzare iniziative in città ferite dalla violenza neofascista, come Bologna e la stessa Brescia, quasi volessero sfregiare la memoria collettiva.
Aggressioni, minacce, boicottaggi. Una vita sotto scorta: ne vale davvero la pena?
Sentirei di tradire il mio ruolo di cronista e di cittadino fedele alla Costituzione se non raccontassi quello che vedo. In un paese mediamente civile, un giornalista che parla di questi temi non dovrebbe vivere blindato. Ma credo sia troppo importante difendere la democrazia e i valori di una Costituzione nata anche dal sacrificio dei partigiani.




