Al Mo.Ca la mostra «On the matter», un viaggio attraverso la materia

L’esposizione sarà visitabile fino al 13 luglio, con la presenza di artisti storici e contemporanei
Giulia Camilla Bassi
L'inaugurazione della mostra «On The Matter» al Mo.Ca
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L'inaugurazione della mostra «On The Matter» al Mo.Ca

Un viaggio attraverso la materia, un passaggio tra sostanze che si fanno linguaggi, tra ossessioni, visioni e sperimentazioni di oltre venti artisti, tra storici e contemporanei. Ha inaugurato ieri, negli spazi espositivi del primo piano del Mo.Ca – Centro per le Nuove Culture di via Moretto 78, in città, la mostra «On the matter», nata da un’idea del gallerista milanese Matteo Lorenzelli, con la curatela di Ilaria Bignotti e Camilla Remondina.

L’esposizione si articola come un dialogo continuo, un atlante di possibilità. Un racconto che unisce figure internazionali – da Serge Attukwei Clottey a Chiharu Shiota, da Ibrahim Mahama a Sophie Ko – e artisti storici del Novecento, in una riflessione profonda e stratificata sulla materia come terreno di ricerca. La materia, infatti, è protagonista assoluta, nelle sue molteplici declinazioni: plastica, metallo, tessuto, pigmento, suono. Materia trovata, manipolata, frammentata, riassemblata.

Il progetto

Racconta la curatrice Ilaria Bignotti: «Il progetto è nato nel novembre 2024 negli spazi della Galleria Lorenzelli Arte, con due mostre distinte: una dedicata ai maestri della prima metà del Novecento, l’altra ai contemporanei. Per Mo.Ca, “On the Matter” è stata completamente ripensata, diventando un affresco che racconta quegli artisti che hanno lavorato con i materiali in modo ossessivo, pervicace, reiterato».

Il percorso si sviluppa come un tessuto di relazioni: ogni opera entra in dialogo con l’altra, creando un ritmo continuo di contrasti – superfici ruvide o fragili, leggere o dense – che interrogano lo spettatore, invitandolo non solo a osservare, ma a guardare oltre. Emblematica, in tal senso, l’apertura e la chiusura del percorso espositivo, affidate a due opere che incarnano tensioni opposte: «Lacerazione V» di Pierluca, un’esplosione compressa di acciaio e alluminio, in cui la materia pare – appunto – lacerarsi fino a svelare le proprie fibre più intime, evocando lo strazio della carne e dello spirito; e «Orvieto» di Arcangelo Sassolino, dove il vetro è stretto in una morsa d’acciaio, in una tensione trattenuta, sospesa sull’orlo della frattura.

Opere

Il visitatore non può che lasciarsi attraversare – e sorprendere – da questa passeggiata di contrasti, in cui il confine tra visibile e invisibile si assottiglia, per lasciar spazio alla leggerezza concettuale. Nel percorso, ci si lascia catturare dall’immaginario epico e visionario di Liu Ruowang con «Heaven Soldier»: un guerriero che cavalca una creatura fantastica, una belva monumentale e mistica, intrisa di una sacralità vibrante. Oppure dall’intervento site-specific «Il partito preso delle cose» del salodiano Albano Morandi, che lavora direttamente sulla parete con i suoi nastri adesivi colorati, applicati striscia dopo striscia, in una forma di pittura espansa. Poco oltre, l’ironia sospesa di Aldo Mondino: «Senza Titolo», opera in acrilico e corda su tela, si solleva idealmente da terra, sorretta da un palloncino blu che la rende leggera, sfuggente, quasi ironicamente impalpabile.

Dall’Africa

I ghanesi Ibrahim Mahama e Serge Attukwei Clottey dialogano con una materia radicata nei gesti e nei dolori della loro terra. Mahama lavora con la iuta: sacchi per carbone o derrate alimentari vengono sottratti alla funzione originaria per essere trasformati in vessilli di una rivoluzione silenziosa contro sfruttamento e disuguaglianze. Clottey, fondatore dell’Afrogallonism, interviene sulle taniche di plastica usate per il trasporto di olio o acqua, riducendole in frammenti e ricomponendole in monumentali tessiture musive, emblema di una nuova estetica collettiva.

Un caleidoscopio di approcci, sensibilità e gesti che restituisce una visione plurale e stratificata della ricerca artistica contemporanea. La mostra è visitabile fino al 13 luglio, da giovedì a domenica dalle 15 alle 19, con ingresso libero.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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