Le foto choc di Gilden e la Vittoria Alata: il 2026 di Brescia Musei
I suoi ritratti dei Maga, recentemente pubblicati anche nel volume «Magnum America», sono entrati nell’immaginario collettivo come racconto iconografico dell’America di Trump. A marzo il fotografo Bruce Gilden, con la sua poetica del closer look, quello sguardo ravvicinato mutuato dal maestro Robert Capa, allestirà a Brescia la sua prima monografica italiana nell’ambito del Brescia Photo Festival.
Dal 27 marzo al 23 agosto il Museo di Santa Giulia accoglierà un’ottantina di scatti, con la curatela di Denis Curti e la presenza dello stesso Gilden che presiederà l’inaugurazione. È questo appuntamento uno degli eventi cardine attorno a cui ruota la programmazione 2026 di Fondazione Brescia Musei, che è stata presentata ieri in Loggia per voce del direttore Stefano Karadjov e della presidente Francesca Bazoli, con la sindaca Laura Castelletti a fare gli onori di casa.
Lo scambio in Pinacoteca
«Se con Meyerowitz abbiamo proposto una panoramica generale sulla cultura Usa degli ultimi cinquant’anni, con Gilden ci addentriamo in una monografica che affronta temi attualissimi, come la vulnerabilità sociale e la marginalizzazione» ha evidenziato Karadjov.

Temi esemplificati anche nel dittico «choc», così lo ha definito il direttore, che è stato commissionato al fotografo per la Pinacoteca Tosio Martinengo. I due pannelli da un metro per un metro e mezzo, ispirati all’Angelo e al Redentore di Raffaello, sostituiranno le due tele in prestito al Met per la grande mostra «Raffaello: Sublime Poetry».
Agli albori del collezionismo
Sempre la fotografia è uno dei mezzi espressivi cui si ricorrerà per celebrare il bicentenario dal ritrovamento della Vittoria Alata, il 21 luglio 1826 ad opera dell’archeologo Basiletti. Un ritrovamento che, ha sottolineato la presidente Bazoli, «rappresenta l’incipit della storia dei musei bresciani e delle loro collezioni».

E dunque se da un lato all’iconica figura bronzea sarà dedicato un fine settimana di celebrazioni, con l’inaugurazione contestuale, il 17 luglio, della mostra che con gli scatti di 40 grandi fotografi italiani celebra l’attualizzazione simbolica della Vittoria Alata; d’altro canto il fil rouge programmatico di questo 2026 è rappresentato proprio dalla valorizzazione del patrimonio. Inteso come «impegno collettivo a favore della tutela e valorizzazione dei beni comuni» per tornare alle parole di Francesca Bazoli.
La mostra d’autunno
Da qui la decisione di dedicare la grande esposizione d’autunno (dal 2 ottobre al 15 febbraio) ai due secoli delle collezioni civiche, raccontando attraverso duecento oggetti, selezionati tra gli oltre 80.000 custoditi nei depositi, un museo parallelo e universale in grado di dare visibilità a un patrimonio sommerso ma rappresentativo dell’identità collettiva. In quest’ottica si inseriscono pure i riallestimenti, come quello della sezione numismatica del Museo di Santa Giulia, grazie all’acquisizione della prima matrice medioevale del sigillo di Brescia, o l’inserimento degli acquerelli di Giuseppe Nodari nel percorso espositivo del Museo del Risorgimento.
Innesti contemporanei
Il Viridarium, infine, si arricchirà della Nike Metafisica di Francesco Vezzoli, che sarà collocata nel verde romano di Santa Giulia accanto alle installazioni di Isgrò e Pistoletto.

In sua vece saranno le opere della scultrice camuna Franca Ghitti a prendersi quest’anno (dal 10 giugno) i Palcoscenici Archeologici, riempiendo di senso contemporaneo gli spazi antichi del Museo di Santa Giulia.
Dalla Brixia Letteraria a Zanardelli
A fornire invece un presupposto scientifico alla celebrazione del ritrovamento della nike bresciana sarà un ciclo di sei incontri tenuti da studiosi, storici dell’arte e archeologi che si aprirà il 13 aprile con una lectio introduttiva sul ritrovamento dei bronzi. In precedenza, il 5 e il 19 marzo, due appuntamenti porranno il focus sulla Brixia Letteraria, fra poesia e prosa latine. Di concerto la Pinacoteca Tosio Martinengo continuerà ad ospitare il ParlaTosio, un format che funge da collettore culturale su temi d’interesse storico e artistico.
Nel fitto programma di appuntamenti di questo 2026 trova spazio anche la celebrazione del bicentenario dalla nascita di Giuseppe Zanardelli. Allo statista bresciano sarà dedicata una mostra, promossa dall’Ateneo di Brescia con la Fondazione Ugo Da Como e Fondazione Brescia Musei, che sarà allestita dal 15 maggio al 15 novembre a Palazzo Tosio.
Resta infine centrale la programmazione del Cinema Nuovo Eden, grazie alle proposte diversificate e inclusive (bebè, studenti e senza fissa dimora), anche nella sua versione all’aperto fra le sculture del Viridarium. Un luogo che resta centrale, nell’attesa che si attualizzi la visione di Chipperfield sul Teatro Romano.
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