Cultura

Il San Francesco di Cazzullo e Branduardi ha conquistato Brescia

Luisa Pedretti
Un’ora e quaranta minuti di narrazione, tra parole e musica, che il folto pubblico del Dis-Play, circa 1800 persone, ha seguito con grande attenzione e coinvolgimento
Lo spettacolo «Francesco» al Dis-Play -  © www.giornaledibrescia.it
Lo spettacolo «Francesco» al Dis-Play - © www.giornaledibrescia.it
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San Francesco, patrono d’Italia, è una figura attuale, inquieta, che per certi versi può essere definita rivoluzionaria: lo fu ai suoi tempi, in pieno Medioevo, epoca di crociate e accumulo di ricchezze, quando predicava povertà radicale, non violenza e fraternità. Lo è più che mai oggi, nella modernità del suo messaggio.

Ed è questo il ritratto che emerge con forza dirompente dallo spettacolo «Francesco», un’ora e quaranta minuti di narrazione, tra parole e musica, che il folto pubblico del Dis-Play, circa 1800 persone, ha seguito con grande attenzione e coinvolgimento, divenuti a tratti profonda emozione.

San Francesco

Sul palcoscenico Aldo Cazzullo, che è anche autore dei testi, tratti dal suo saggio «Francesco. Il primo italiano», edito da HarperCollins Italia, e Angelo Branduardi, che con le sue canzoni, e il suo violino contribuisce a costruire un percorso narrativo fortemente poetico, supportato anche dagli interventi al pianoforte di Fabio Valdemarin. E l’equilibrio tra i due registri, la parola che dà concretezza storica e la melodia che illumina e alleggerisce, è uno dei motivi del successo della serata.

Aldo Cazzullo sul palco -  © www.giornaledibrescia.it
Aldo Cazzullo sul palco - © www.giornaledibrescia.it

Si dipana così, seguendo il filo cronologico, la storia di San Francesco, di cui quest’anno si celebrano gli 800 anni dalla morte. Anzi, le storie, si potrebbe dire, perché in scena prendono vita il San Francesco della biografia, tra rottura con il padre, la nascita del suo ordine, il rapporto con il Papa, il viaggio in Egitto durante la quinta crociata e l’incontro con il Sultano, ma anche il San Francesco della devozione, con le sue preghiere, e il San Francesco poeta, che, sentendosi avvicinare alla fine terrena scrisse il Cantico delle creature, prima composizione in italiano volgare.

Passato e presente

Cazzullo, principale voce narrante, intreccia passato e presente rendendo evidente lo spessore contemporaneo del Santo e l’attualità del suo messaggio, che pare essere stato scritto per l’uomo d’oggi. Esaltava la libertà assoluta, che però trovava nella totale povertà; predicava la pace, mentre oggi le guerre dominano gli scenari mondiali; amava il creato, che l’uomo sta distruggendo; si batteva per il rispetto e la dignità di tutti, mentre oggi si calpestano ancora i più deboli.

Mano a mano ci si avvicina alla fine dello spettacolo, il tasso di coinvolgimento cresce a livello esponenziale. Nella narrazione entrano i paragoni con Trump, Putin, Elon Musk, la teologia della prosperità, la tecnologia che qualcuno vorrebbe sostituire alle coscienze. Cazzullo ricorda come, anche grazie a una figura come quella di San Francesco, che ha donato al mondo l’avvio dell’umanesimo, dovremmo essere orgogliosi, anzi, felici, di essere italiani. E Angelo Branduardi fa applaudire e cantare il pubblico prima con «La pulce d’acqua» e poi con «Alla fiera dell’Est». Dopo l’entusiasmo e le ovazioni finali il firmacopie, con Aldo Cazzullo seduto sul palco.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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