Debutta a Brescia la decima edizione della Guida alle birre d’Italia 2027 di Slow Food Editore. Una scelta non casuale dato che fu proprio la nostra città ad aver ospitato il primo birrificio italiano quando, nel 1829, Franz Xavier Wuhrer, aprì una produzione in Contrada Santa Maria in Calchera con l’obiettivo di vendere il suo prodotto agli austriaci, militari e amministratori, di stanza nel Lombardo-Veneto.
E così tra oggi e domani Brescia sarà capitale del mondo birraio italiano: stamattina la presentazione, all'Auditorium della Camera di Commercio, del volume che racconta 468 produttori di birra in Italia, 54 aziende di sidro e 866 locali specializzati in tutta la penisola.
I riconoscimenti nel Bresciano
Tra le birrerie bresciane ci sono Manerba Brewery di Manerba del Garda, La Dama di Bedizzole, Porta Bruciata di Rodengo Saiano, Riversa di Capriano del Colle, Carpe Diem di Calvisano, Curtense di Passirano, Emod Brewery di Orzinuovi, Fratelli Trami di Capriano del Colle e Graal Agribirrificio di Borgo San Giacomo.
Per quanto riguarda i locali dove compraere e bere, la pubblicazione senala: Birralab, Spine, La Pulce e Taverna di Paola a Brescia; a Iseo Moskito e Strafess; Dama del Borgo a Gavardo; Faustino contro la grande sete a Bienno; Trecento Craft Beer a Capriolo; Classe 85 a Fiesse; La Birrotega a Sirmione; Rhum e Pera a Montichiari.
Tra gusto e conoscenza
Per l'occasione la città si trasforma in un laboratorio diffuso della cultura artigianale con un ricco palinsesto di dieci «Laboratori del gusto» con degustazioni guidate da esperti e mastri birrai al costo di 25 euro (comprensivo di una copia della guida) su temi che spaziano dalle Italian Grape Ale alle Italian pilsner, fino agli abbinamenti storici e ai sidri. Le attività e le degustazioni libere si concentreranno in quattro locali cittadini: Ananke, Birralab, Spine e Taverna di Paola. Ecco il calendario.
Venerdì 29 maggio
- Ore 17: Birralab: laboratorio «Presente, passato e futuro delle Italian Grape Ale» abbinate a piatti di Siria, Libano e Palestina. Conduce Alessandra Agrestini. Ananke: laboratorio «Cereali d’Italia, l'Italia s'è desta» abbinate a preparazioni con legumi per Slow Beans. Conduce Carlo Cleri. Taverna Di Paola: incontro «I trent’anni della birra artigianale» abbinate a pane e salumi triumplini. Conducono Eugenio Signoroni e Luca Giaccone.
- Ore 17.30: Spine: laboratorio «4 meno» abbinate alle creme di Annalisa e al pane di Pagani. Conduce Davide Cocco.
Sabato 30 maggio
- Ore 11.30: Spine: «Il futuro della birra italiana» in abbinamento ai formaggi della Valcamonica. Conduce Eugenio Signoroni. Birralab: «I sidri» in abbinamento ai salumi di pesce di lago. Conduce Marco Manfrini.
- Ore 15:45: Ananke: «Birra e caffè così lontani, così vicini» in abbinamento al cioccolato di Paolo Devoti. Conduce Eugenio Signoroni.
- Ore 17: Spine: «L’Italian Style della birra» in abbinamento ai grandi formaggi classici lombardi. Conduce Lisa Matzeu. Birralab: «E il Belgio?» in abbinamento i salumi della Franciacorta. Conduce Eugenio Signoroni.
- Ore 17.30: Taverna Di Paola: «Italian pilsner, il simbolo di una rivoluzione lunga trent’anni» in abbinamento ai formaggi dei Presìdi Slow Food lombardi. Conduce Carlo Cleri.
Informazioni utili
Ogni singolo laboratorio costa 25 euro (la quota include una copia della Guida alle birre d’Italia 2027). Prenotazione telefonica contattando direttamente il locale di riferimento (Taverna Di Paola: 338.6657815; Birralab: 393.3540051; Spine: 375.5446715; Ananke: 334.3925792)
Oltre ai laboratori, i quattro locali ospitano un banco d’assaggio diffuso dove è possibile consumare alla spina o in bottiglia le birre e i sidri premiati con la «Chiocciola» dalla Guida. Gli orari: Ananke dalle 8 alle 23; Birralab dalle 12 alle 22; Spine dalle 18 alle 00.30 (il sabato l'apertura è anticipata alle 11); Taverna di Paola dalle 18 alle 01.
Scuola
Tra i protagonisti dell'evento figura anche l'istituto alberghiero Andrea Mantegna, membro dell’Alleanza Slow Food dei cuochi, che curerà il pranzo per i produttori e presenterà Slow Beer. Questa speciale birra, nata dalla sinergia con Slow Food e diverse comunità del territorio (l'orto sociale Brolo di Sant'Anna, le Limonaie dell'Alto Garda e il Farro di San Paolo), incarna la filosofia del prodotto «buono, pulito e giusto» attraverso l'integrazione della filiera corta e delle materie prime locali.


