Villa Carcina e Sarezzo: un percorso comune verso l’inclusione

Barbara Fenotti
Alunni con disabilità: formazione e supporto per una rete tra istituzioni, scuola e famiglie
Mani di un bambino tra quelle d un adulto (immagine simbolica) - © www.giornaledibrescia.it
Mani di un bambino tra quelle d un adulto (immagine simbolica) - © www.giornaledibrescia.it
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L’inclusione non è un interruttore che si accende all’ingresso in aula e si spegne al suono della campanella. Andrebbe piuttosto pensata come un tessuto che va intrecciato giorno dopo giorno, coinvolgendo ogni singolo attore della vita sociale. Parte da questa consapevolezza la sfida lanciata dai Comuni di Sarezzo e Villa Carcina, che hanno deciso di unire le forze per ridisegnare il servizio di assistenza all’autonomia e di integrazione scolastica rivolto ai minori con disabilità.

Il progetto

Oltre a una gestione amministrativa condivisa per ottimizzare i bilanci, i due enti locali hanno iniziato a costruire insieme una sorta di ecosistema educativo integrato. L’obiettivo delle due amministrazioni valtrumpline è di «superare la logica frammentaria che spesso vede i Servizi sociali agire in compartimenti stagni, costruendo invece una collaborazione stabile e duratura tra scuole, famiglie enti locali e realtà del territorio».

Come spiegano gli assessori ai Servizi sociali Elena Guerini per Sarezzo e Stefano Mino per Villa Carcina «costruire contesti educativi accoglienti significa lavorare insieme come comunità, poiché l’inclusione richiede un impegno condiviso e continuo che non può gravare solo sulle spalle di pochi».

Sperimentazione

Le due amministrazioni hanno così orientato le risorse in modo trasversale, avviando una fase di sperimentazione che mira a migliorare la qualità degli interventi. In questo quadro sono previsti momenti formativi specifici rivolti al personale scolastico e agli assistenti all’autonomia con la finalità di condividere strumenti operativi, chiarire i rispettivi ruoli e rafforzare il coordinamento tra le diverse figure professionali che ruotano attorno al bambino. Un’attenzione particolare è dedicata anche alle famiglie, attraverso occasioni di confronto pensate per accompagnarle nel loro delicato compito educativo e nella ricerca del difficile equilibrio tra la protezione e la spinta verso la crescita e l’autonomia dei figli.

Tra i punti centrali del percorso spiccano i centri estivi, considerati una risorsa strategica non solo per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro ma soprattutto come spazi di socializzazione dove il confronto costante con gli operatori permette di affrontare le criticità in tempo reale. In questa prima fase è stata inoltre avviata una collaborazione con le Unità pastorali del territorio con l’intento di estendere progressivamente la rete ad altre realtà locali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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