Il completamento della variante del Caffaro, fra Barghe e Vestone, si farà. Non significa che ci siano già i soldi, né che i cantieri siano dietro l’angolo, ma è stato compiuto un passaggio indispensabile senza il quale si sarebbe potuto continuare a discuterne all’infinito.
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato un emendamento del consigliere leghista Floriano Massardi, inserendo la Barghe Nord-Vestone Nord nel nuovo Programma regionale della mobilità e dei trasporti. «Senza questo inserimento l’opera non avrebbe potuto seguire il percorso necessario alla sua realizzazione», afferma Massardi. Attenzione, però: il Piano non stanzia finanziamenti. Quelli dovranno arrivare con le successive leggi di bilancio. E non si tratta di spiccioli.
Opera
Il progetto preliminare, risalente al 2008, prevede 4,5 chilometri di strada, due gallerie, una di due chilometri e l’altra di 500 metri, e un ponte di 80 metri. Il costo stimato è di 300 milioni di euro, una decina dei quali necessari soltanto per la progettazione. Quanto bisognerà aspettare? «Difficile prevedere i tempi – aggiunge Massardi –. Possiamo però ipotizzare di riuscire a partire con i lavori entro una decina d’anni». L’obiettivo è collegarsi alla variante Vestone Nord-Idro, già in costruzione, liberando finalmente Nozza dal traffico di attraversamento.
Reazioni
Soddisfatto anche Giovanmaria Flocchini, presidente della Comunità montana: «Su questa vicenda c’è bisogno dell’aiuto di tutti, quindi ben venga l’emendamento, con la speranza che arrivino anche le risorse per iniziare la progettazione».
Flocchini insiste sulla necessità di fare squadra: «Su un tema come questo sono fondamentali la condivisione e la ricerca di soluzioni. La variante di Nozza è oggi la priorità infrastrutturale della Valle Sabbia. Per questo ogni iniziativa che aiuti a risolvere il problema va considerata assolutamente positiva».
La questione era tornata d’attualità anche grazie a un’interrogazione parlamentare del deputato del Pd Gian Antonio Girelli, insieme a Silvia Roggiani, per sollecitare il Governo a finanziare il secondo lotto. A luglio, un incontro promosso dall’assessora regionale Simona Tironi in Comunità montana aveva riunito Regione, Provincia, amministratori e imprenditori per rilanciare la progettazione. Ora arriva il primo risultato concreto. La strada è ancora lunga, ma almeno è stata tracciata.



