Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la mozione che sostiene la candidatura della Valcamonica a Capitale italiana della cultura 2029. Il via libera arriva su iniziativa del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Invernici e segna un passaggio formale nel percorso della Valle verso il riconoscimento.
La decisione dell’Aula inserisce la candidatura all’interno della Strategia nazionale per le aree interne e del riordino delle autonomie montane. Il testo richiama inoltre il Codice dei beni culturali e le convenzioni internazionali, con l’obiettivo di dare una base amministrativa stabile al progetto.
La mozione
La mozione impegna la Giunta regionale a sostenere la candidatura presso il Ministero della Cultura e a valorizzare la Riserva della biosfera Unesco «Valle Camonica - Alto Sebino». L’impostazione punta a mettere in rete i quaranta comuni della Valle, considerati un unico sistema territoriale.
Per Invernici il passaggio approvato rappresenta il riconoscimento della maturità istituzionale del territorio e l’avvio di un percorso strutturato. Tra gli obiettivi indicati, la trasformazione del patrimonio culturale in leva occupazionale e lo sviluppo di un sistema di accoglienza legato alla destagionalizzazione dei flussi turistici. Con il voto del Consiglio regionale, dicono dalla Regione, la corsa della Valcamonica verso il 2029 entra in una fase operativa, con il coinvolgimento di enti locali, Comunità montana, Provincia e Regione in un quadro di coordinamento unico.
Dichiarazioni
«Il via libera del Consiglio regionale alla mozione che sostiene la candidatura della Valcamonica a Capitale italiana della cultura 2029 è un passaggio importante per il futuro del territorio», dichiarano i consiglieri della Lega Floriano Massardi e Davide Caparini. «La candidatura rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare il patrimonio culturale e ambientale della Valle, trasformandolo in leva di sviluppo economico, turistico e occupazionale. La mozione impegna Regione Lombardia a sostenere questo percorso e a rafforzare il coordinamento tra enti locali e istituzioni. Una sfida strategica – concludono – per rendere la cultura motore di crescita e dare nuove opportunità a tutto il territorio bresciano».
Soddisfatti anche dal Pd: l’atto, firmato dal vicepresidente del Consiglio regionale Emilio Del Bono e dalla consigliera Pd Miriam Cominelli, nasce da un’intesa con tutti i consiglieri bresciani, spiegano, sottolineando come il documento sottolinei l’importanza di valorizzare un’esperienza «diffusa», capace di estendere il coinvolgimento all’intero territorio. «L’esperienza di Capitale italiana della cultura, come dimostrano i casi di Mantova, Bergamo e Brescia, rappresenta uno straordinario volano per i territori e porta con sé la costruzione di un sistema di relazioni che diventa strutturale nel tempo», afferma Del Bono.
«Sosteniamo la candidatura perché siamo certi che per la Valle Camonica rappresenterebbe una grande occasione di valorizzazione del territorio. Per la Lombardia sarebbe un motivo di orgoglio, essendo la Valle Camonica un’area ricca di cultura e la prima zona della regione a essere stata abitata dall’uomo. Non a caso il simbolo della Lombardia è proprio la rosa camuna», conclude Cominelli.
Per Massimo Vizzardi, consigliere del gruppo Azione - Italia Viva - New Europe, «si tratta di una candidatura ambiziosa e fortemente innovativa, che per la prima volta propone non una singola città, ma un intero territorio come protagonista. La Valle Camonica ha tutte le caratteristiche per rappresentare al meglio l’Italia della cultura nel mondo, grazie a un patrimonio unico e a una comunità che negli anni ha saputo investire con visione e concretezza. Il fatto che il Consiglio Regionale abbia approvato all’unanimità questo atto dimostra quanto il territorio creda in questo progetto. È stato fatto un lavoro condiviso, che ha visto coinvolti tutti i consiglieri bresciani, arrivando a un testo unitario e senza divisioni: un segnale politico forte a sostegno della candidatura».


