Valcamonica Capitale della cultura, la politica si allea per candidarsi

Quattro consiglieri regionali bresciani – Massimo Vizzardi, primo firmatario e proponente la mozione, Claudia Carzeri, Davide Caparini ed Emilio Del Bono – chiedono al Consiglio della Lombardia di sostenere la candidatura della Valcamonica a Capitale italiana della cultura 2029. Un impegno preciso, forte e unitario che dovrebbe dare solidità e risonanza alla proposta che, un paio di mesi fa, è stata lanciata dalla Comunità montana, ente al lavoro per la presentazione della domanda.
Proprio il presidente Corrado Tomasi ha chiesto, alcune settimane fa, a tutti i consiglieri bresciani di sostenere in modo concreto questa proposta e lunedì Vizzardi, con l’ausilio di Carzeri, Caparini e Del Bono, ha presentato l’atto concreto, che verrà discusso in un prossimo Consiglio regionale.
La mozione
La mozione vorrebbe impegnare il presidente e la giunta a sostenere formalmente, in sinergia con tutti gli enti coinvolti, la candidatura camuna, valorizzando la proposta di un’esperienza «diffusa», che estende il coinvolgimento a un intero territorio. Il tutto prevedendo, all’interno del Piano per lo sviluppo del turismo e dell’attrattività della Regione «il riconoscimento dell'importanza strategica del sostegno alla candidatura di tale progetto, il sostegno attivo, in occasione del cinquantesimo anniversario del Sito Unesco della Vallecamonica, alla realizzazione di eventi di carattere regionale e a una campagna di comunicazione per la valorizzazione e la promozione delle iniziative in programma».
La motivazione
Nel testo del documento, Vizzardi, con Carzeri, Caparini e Del Bono, insiste in particolar modo non solo sulla ricorrenza del cinquantesimo del sito Unesco, ma soprattutto sul fatto della candidatura diffusa, che ricorda molto la più che positiva esperienza delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Sarebbe infatti strategico, ne sono convinti i quattro consiglieri, sostenere una candidatura diffusa «che interpreti la cultura come leva di sviluppo territoriale, culturale e turistico a livello nazionale e internazionale».
Ma la strada camuna non si presenta sgombra di insidie. Ci sono anche altri territori lombardi – come Cremona e Lecco – interessati a proporsi quale Capitale della cultura, ragione per la quale l’impegno e la selezione potrebbero rivelarsi decisamente meno scontati.
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