Quattro sì che aprono nuove prospettive per la mobilità bresciana. E un no, quello alla metrotramvia del Garda, che lascia più di un interrogativo. È il bilancio degli emendamenti presentati da Emilio Del Bono, vicepresidente del Consiglio regionale, al nuovo Programma regionale della mobilità e dei trasporti (Prmt), il documento che disegna le infrastrutture e i collegamenti della Lombardia per i prossimi dieci anni.
Un passaggio tutt’altro che formale. Essere inseriti nella programmazione regionale non significa avere già i finanziamenti in tasca, ma rappresenta una condizione importante perché le opere possano concretizzarsi. E Brescia, grazie ai quattro emendamenti accolti, vede ora riconosciute alcune delle sue priorità.
La novità più significativa riguarda il tram, con una rete destinata, almeno nelle intenzioni, a superare i confini cittadini. Il piano apre infatti agli studi di fattibilità per il prolungamento della linea T2 dalla Fiera fino a Travagliato, passando per l’area di Roncadelle e Torbole Casaglia. Spazio anche agli sviluppi delle linee T3, tra Badia/Violino e Sant’Eufemia/Mille Miglia, e T4, dalla Fiera alla Stazione fino a Sant’Eufemia/Mille Miglia.
«La battaglia che abbiamo portato avanti ha prodotto risultati importanti per il nostro territorio - commenta Del Bono -. Siamo riusciti a far rientrare nella programmazione regionale alcuni elementi indispensabili a rendere concreto un disegno di trasporto pubblico locale esteso e integrato».
Il quarto via libera riguarda i sottopassi veicolari e ciclopedonali lungo la ferrovia Brescia-Iseo-Edolo. Un intervento necessario per eliminare le interferenze tra treni e traffico stradale, migliorare la sicurezza e consentire in prospettiva un potenziamento del servizio ferroviario.
Per tutti e quattro i progetti, però, l’inserimento nel piano regionale rappresenta soltanto un primo passo: «Non significa che le opere siano già finanziate e pronte per essere eseguiti, ma l’accoglimento degli emendamenti traccia l’iter per l’avvio degli studi di fattibilità e per il reperimento delle risorse», precisa Del Bono.
A lasciare l’amaro in bocca è invece la bocciatura del prolungamento della metrotramvia da Sant’Eufemia verso Tormini e Salò. Un’esclusione «paradossale» che Del Bono giudica come una bocciatura per la Provincia.
Il risultato bresciano non cambia inoltre il giudizio politico sul piano della Giunta Fontana, ritenuto «non in grado di affrontare i nodi cruciali del trasporto pubblico».




