Ugo Da Como e Maria Glisenti tornano idealmente fianco a fianco, questa volta in terracotta. Nel giorno del loro anniversario di matrimonio, celebrato 132 anni dopo quel 27 settembre 1894 in cui si sposarono, la Casa del Podestà ha accolto un dono speciale: una scultura realizzata da Zeqir Alizoti, artista originario di Valona, in Albania, e residente a Lonato dal 2015.
L’opera
Modellata in terracotta è ricavata da una fotografia del 1905 conservata negli archivi della Fondazione Ugo Da Como. Nell’immagine il senatore bresciano è ritratto in un atteggiamento affettuoso accanto alla moglie Maria Glisenti. Da quello scatto Alizoti ha tratto un bozzetto che restituisce una scena domestica, tenera, quasi rubata alla solennità dei ritratti ufficiali: Ugo seduto, il capo rivolto verso Maria, in un gesto semplice che racconta più di molte biografie.
La donazione è stata presentata domenica 27 settembre nella Casa museo, durante l’iniziativa promossa dall’Associazione amici della Fondazione Ugo Da Como. L’opera dovrebbe trovare posto nel salottino della Casa del Podestà, dove la figura di Maria Glisenti viene ricordata quotidianamente dai volontari impegnati nelle visite.
«Questa scultura omaggia i nostri fondatori restituendo l’idea del sentimento che li univa», ha sottolineato Sergio Onger, presidente della Fondazione, ringraziando l’artista e i volontari. Per Loredana Rocca, presidente dell’associazione Amici, il dono conferma come arte e cultura possano diventare strumenti di integrazione e coesione.

Alizoti, cittadino onorario di Valona e autore di opere anche monumentali, ha spiegato di aver maturato nel tempo il desiderio di rendere omaggio alla Fondazione e alla figura di Ugo Da Como, «che ha consacrato la propria vita alla cultura e al bene pubblico».
La moglie
Maria Glisenti era originaria di Villa Carcina, sposò Ugo a 24 anni; lui ne aveva 25. Fu protagonista silenziosa, ma decisiva, della rete di relazioni familiari e politiche, mantenne i contatti tra Brescia e il marito durante gli anni romani e si dedicò alla beneficenza, in particolare per l’infanzia, l’asilo e le scuole di Lonato.
Dopo la morte di Ugo,vigilò sulla nascita della Fondazione, riconosciuta nel 1942. Ora, nella casa museo, quel legame trova una nuova forma: piccola, affettuosa, e tutt’altro che polverosa.



