Sono stati lì per quattro anni e certamente mancheranno. E anche se fin dall’inizio si sapeva che sarebbero stati temporanei, è strano pensare che non accoglieranno più i visitatori in piazza Moretto. Ecco il motivo dello spostamento che stamattina aveva incuriosito i passanti: i leoni scolpiti di Domenico Ghidoni lasciano per sempre l’ingresso della Pinacoteca Tosio Martinengo, per raggiungere quella che fin dall’inizio si sapeva essere la loro destinazione finale. Ovvero il parco della Rocca di Lonato del Garda.
Il prestito
Le due grandi sculture si trovavano a Brescia perché parte del progetto Ptm Andata e ritorno, in un percorso di valorizzazione delle opere che aveva visto in campo Fondazione Brescia Musei e Fondazione Ugo da Como, autorizzato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia. La permanenza dei Leoni davanti alla Pinacoteca è stata resa possibile grazie alla donazione della famiglia Lombardi e al sostegno di Feralpi Group, che ha accompagnato il progetto nell’ambito delle attività di Alleanza per la Cultura della Fondazione Brescia Musei.

La loro storia
Le due opere erano state collocate nel 2022 nello spazio antistante la Pinacoteca, in dialogo diretto con il monumento a Moretto, anch’esso realizzato da Ghidoni e situato nell’omonima piazza. L’allestimento aveva permesso di leggere le sculture in una nuova prospettiva, offrendo al pubblico l’occasione di approfondire un capitolo della scultura bresciana tra Ottocento e Novecento.
Realizzati nel 1888 in marmo di Botticino e dal peso di circa dodici tonnellate ciascuno, i leoni erano stati originariamente concepiti per essere collocati sui caselli daziari di Porta San Nazaro, nell’area dell’attuale piazza della Repubblica. Il progetto non venne però completato a causa di alcune incongruenze esecutive e le sculture furono rifiutate, rimanendo per oltre un secolo nel cortile della casa di Rezzato del lapicida Davide Lombardi. Successivamente entrati a far parte della collezione Lombardi, composta da oltre quattrocento opere donate alla Fondazione Ugo Da Como nel 2020, i leoni sono stati al centro di un lavoro di ricerca che ha permesso di ricostruirne la storia a partire dal carteggio dell’Archivio Tagliaferri, oggi conservato a Lonato del Garda. La documentazione ha consentito di seguire il percorso delle opere dalla committenza fino alla realizzazione.




