Cronaca

Turismo, in Franciacorta la vacanza si fa brindando

La vocazione enoturistica della zona è ormai una certezza per i visitatori, ci sono però margini di crescita
Daniele Piacentini
In cammino tra i vigneti della Franciacorta
In cammino tra i vigneti della Franciacorta

Il turismo in Franciacorta è sempre più una voce significativa nell’economia del territorio, ma non mancano ancora margini di crescita.

Spulciando sulle principali piattaforme di prenotazione online, le proposte in Franciacorta non mancano. Oltre ai grandi classici dell’accoglienza di alto e altissimo livello, spesso collegate alle cantine dove si produce il Docg, nel periodo post Covid19 sono spuntati molti bed & breakfast e agriturismi, per unire le uscite «slow» ed enologiche al turismo all’aria aperta e a quello culturale.

Le proposte

Diverse soluzioni, soprattutto nella zona nord del territorio – quella che già guarda verso il lago d’Iseo – hanno nel corso delle stagioni implementato l’offerta, in particolare attrezzandosi con piscine e zone relax, particolarmente ambite viste le temperature torride delle ultime estati e che trovano in particolare il gradimento dei turisti stranieri, nord-europei in particolare. A loro è anche rivolta la ricca offerta di passeggiate a cavallo, uscite in bicicletta e passeggiate.

Più o meno stabili e concentrate nei centri più popolosi sono invece le soluzioni alberghiere classiche, anche se in tal senso qualcosa, nell’ultimo periodo, si è mosso, in particolare lungo l’asse tra Erbusco e la sponda sud del Sebino. Un ruolo significativo lo svolgono anche le ville signorili, realizzate in gran parte tra il XVI e il XVIII secolo, per ospitare le famiglie nobiliari cittadine – da Brescia a Milano – in cerca di un alloggio diverso durante la bella stagione.

A tavola

Recuperando quella tradizione, diverse dimore storiche si sono aperte alla ricettività, unendo il fascino della storia e soluzioni eleganti e con un occhio di riguardo anche alla ristorazione. Un numero minore di proposte riguarda ancora la fascia più giovanile e le soluzioni più popolari, che si concentrano soprattutto tra campeggi e appartamenti. La sensazione che emerge è quella di una realtà in crescita, ma che forse manca ancora di canali e visioni più ampie, capaci di offrire in un colpo solo tutte le eccellenze del territorio franciacortino.

D’altronde, proprio attorno alla dimensione turistica e della valorizzazione non solo enologica poco più di un anno fa si era consumata la rottura tra Strada del Franciacorta - la storica associazione nata nel 2000 che univa le cantine e i Comuni - e Terra della Franciacorta, il sodalizio voluto dai sindaci di 22 Amministrazioni dell’Ovest. Motivando l’uscita Tiziano Belotti, all’epoca sindaco della «capitale» franciacortina Rovato, aveva esplicitamente parlato di «mancata condivisione nella promozione del territorio limitata alla pur eccellente produzione vitivinicola, riducendone così l’altissimo profilo storico, architettonico e culturale».

In questa direzione va il portale www.visitfranciacorta.info, creato proprio poche settimane fa dai Comuni, mentre molte altre opzioni, tra vino e non solo, si trovano su www.franciacorta.wine, il riferimento di Consorzio e della Strada.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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