Lunedì a Ghedi una coppia di anziani, 80 anni la moglie e 84 il marito, non è caduta nel tranello che una banda di truffatori aveva teso loro con la tecnica del finto carabiniere e anzi l'uomo si è presentato in caserma, permettendo ai veri militari di bloccare due dei membri del gruppo: un ragazzo di 20 anni e una donna di 28 anni, entrambi lombardi, ritenuti complici sul territorio di un più articolato gruppo con base in Campania.
Maggiore, sempre più spesso, per fortuna, leggiamo di anziani che resistono alle truffe e anzi aiutano le forze di polizia ad arrestarli. Si sta diffondendo una certa cultura sul tema?
Io sono molto fiducioso. Stiamo iniziando a raccogliere i frutti delle continue campagne di informazione e sensibilizzazione che tutte le forze di polizia portano avanti da anni. Anche quando agli incontri ci sono meno di dieci persone, negli oratori o nelle frazioni, noi non ci fermiamo perché sappiamo che il messaggio sta comunque passando.

I malintenzionati purtroppo non mettono più nel mirino solo gli anziani ma ci sono vittime di tutte le età colpite con stratagemmi sempre più elaborati e supportati dalla tecnologia, come leggete questo allargamento?
Gli anziani sono stati il primo obiettivo ma queste bande di specialisti in realtà cercano vittime con le quali far funzionare la pressione psicologica. E quindi chiunque, preso in un momento di stress e messo in difficoltà può cadere nel tranello. Non dobbiamo dimenticare che si tratta di professionisti che studiano e si allenano ogni giorno. Questi gruppi usano la pesca a strascico, fanno migliaia di tentativi finché qualcuno non ci crede. Per questo però conoscendo le loro tecniche possiamo imparare a difenderci. Prima di tutto si deve diffidare di chi ha fretta, di chi chiede soldi o codici personali, di chi prima parla tanto e poi ha improvvisamente fretta di andarsene. Per ogni dubbio è sempre possibile contattare il numero unico di emergenza 1-1-2 e chiedere l’intervento di una pattuglia per una verifica.
Le operazioni di Carabinieri e Polizia mostrano che i gruppi di specialisti campani si appoggiano a manovalanza locale.
È una tendenza che abbiamo notato. Per poter moltiplicare gli obiettivi e carpire ancora più facilmente la fiducia delle vittime, queste organizzazioni reclutano pregiudicati nella regione. Persone che abbiamo un accento e una cadenza simile a quella del posto, per attirare meno sospetti. Si tratta di ragazzi e anche ragazze con alle spalle precedenti di polizia che sanno perfettamente quello che andranno a fare, che sono a tutti gli effetti partecipi della truffa e che per questo sono state appositamente addestrate e preparate. È fondamentale ricordare che Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia locale quando necessario di presentano in divisa, non con le pettorine, e con le auto con le scritte e i lampeggianti, facili da riconoscere.




