Cronaca

Finti carabinieri smascherati da una coppia di ottantenni: arrestati

La truffa della targa clonata non riesce su una coppia di coniugi di Ghedi. In manette un 20enne italiano e denunciata la donna di 28 che lo aspettava in macchina
Paolo Bertoli

Paolo Bertoli

Giornalista

I, veri, carabinieri di Ghedi intervenuti
I, veri, carabinieri di Ghedi intervenuti

Non sono caduti nel tranello ordito ai loro danni da una banda di truffatori e, grazie alla loro lucidità e prontezza di spirito, hanno permesso ai veri Carabinieri di bloccare e arrestare un 20enne italiano in flagranza di reato e denunciare la sua compagna.

È quanto accaduto nella serata di ieri, lunedì, a Ghedi, dove i militari della Stazione del paese hanno tratto in arresto il ragazzo, residente in un’altra provincia lombarda e già noto alle Forze dell’Ordine, con l'accusa di tentata truffa aggravata in concorso.

Il tranello fallito

Nel pomeriggio dello stesso giorno, il ventenne si era recato a Ghedi insieme a una donna di 28 anni, anch’essa originaria di altra provincia e già nota alle Forze di Polizia, con l’evidente obiettivo di portare a compimento un raggiro ai danni di due anziani coniugi pensionati, rispettivamente di 84 e 80 anni. I due truffatori avevano agito in concorso con altri complici che, attraverso una serie di telefonate, si erano qualificati falsamente come Carabinieri della Stazione di Brescia. In particolare, all’84enne era stato riferito che la targa della propria autovettura era stata clonata e che a bordo del veicolo era stata rinvenuta della refurtiva, invitandolo a recarsi immediatamente nel capoluogo.

Impossibilitato a raggiungere Brescia e insospettito dalle richieste, l’uomo ha però deciso di non cedere alla pressione e di chiedere aiuto ai veri Carabinieri, raggiungendo la Stazione di Ghedi mentre era ancora al telefono con il sedicente militare. I militari, compresa immediatamente la natura della situazione, si sono attivati per raggiungere l’abitazione della coppia. Nel frattempo, i malviventi avevano tentato di raggirare anche la moglie dell’84enne, rimasta sola in casa, alla quale avevano ordinato tramite un'ulteriore telefonata di raccogliere denaro contante e oggetti preziosi da consegnare a un finto carabiniere per un presunto raffronto con la refurtiva.

Giunti tempestivamente all’indirizzo indicato, i veri militari dell’Arma hanno bloccato il ventenne proprio mentre si trovava nei pressi dell’abitazione, pronto a citofonare per recuperare quanto predisposto: circa 600 euro in contanti, una fede, una collanina e un bracciale in oro. Contestualmente, i militari hanno individuato e bloccato la complice ventottenne, che attendeva il ritorno del complice a bordo di un’autovettura a noleggio parcheggiata poco distante.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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