Trasporto scolastico, i dirigenti: «Disponibili al confronto»

Simone Bottura
La speranza del preside Marco Tarolli del Fermi di Salò: «Mi piacerebbe non firmare più giustifiche per i ritardi degli studenti»
Studenti scendono da un bus
Studenti scendono da un bus
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Per gli studenti è ancora troppo presto per pensare al nuovo anno scolastico, ma per il sistema-scuola il tempo stringe e la prima campanella, calendario alla mano, non è così lontana.

Tra le tante questioni sul tavolo, il trasporto scolastico è forse quella che preoccupa maggiormente ragazzi, genitori, presidi e docenti. È l’anello più debole della catena che riguarda il ritorno a scuola. Lo dicono le criticità che erano emerse con prepotenza durante il Covid e che si sono poi trascinate fino ad oggi: pochi autisti, pochissime corse, sovraffollamento sui mezzi, ritardi cronici e coincidenze mancate, con i genitori spesso costretti, loro malgrado, a fare i taxisti, nonostante i costi sostenuti per l’abbonamento del pullman. Criticità ben note all’agenzia del Tpl di Brescia.

Pianificazione

Come risolverle? Secondo il presidente Giancarlo Gentilini si rende necessario un ripensamento del trasporto scolastico. Gentili invoca inoltre una «maggiore collaborazione delle scuole», nella convinzione che la pianificazione delle lezioni non possa prescindere da una valutazione delle capacità della rete del trasporto. Anche perché, per il Tpl, le corse dirette verso le scuole sono sempre meno sostenibili.

Cosa ne pensano i presidi? Marco Tarolli, dirigente scolastico del Liceo Fermi di Salò, si dice totalmente d’accordo sulla necessità di parlarsi di più e di pianificare: «Ben venga il confronto tra dirigenti scolastici e Tpl, in modo da giungere ad una programmazione di servizio condivisa, che sia però reale, non solo pianificata sulla carta». Tarolli invoca inoltre una maggiore attenzione alle zone periferiche, dove i disagi e i disservizi pesano inevitabilmente di più: «Il sistema del trasporto pubblico è per forza di cose accentrato sulla città, dove l’utenza ha a disposizione maggiori opportunità di mobilità, ma in provincia le criticità si fanno sentire in modo più marcato e significativo».

I problemi

Al liceo salodiano - frequentato da un migliaio di studenti provenienti da un vasto comprensorio che si estende dall’alto Garda alla Valtenesi fino alla Valsabbia - negli ultimi anni le problematiche legate al sistema trasporti sono emerse con forza: «Abbiamo proposto un sondaggio su questo tema - continua il preside - e abbiamo rilevato una serie di criticità connesse alla nostra collocazione periferica: orari delle corse non rispettati, pullman che passano in ritardo o che addirittura non si fermano perché pieni. Mi piacerebbe, in futuro, non dover più accettare continuamente giustifiche per entrate in ritardo dovute a questi motivi».

Il confronto scuola-Tpl è ben visto anche dalla preside Maurizia Marzio dell’istituto superiore Perlasca della Valle Sabbia, cui fanno capo il Polivalente di Idro e l’Itis di Vobarno. Anzi, qui, grazie anche all’intervento delle Amministrazioni locali, Comunità Montana e Comuni, «i tavoli di confronto - spiega la dirigente scolastica - ci sono stati e hanno già portato risultati. Certo, alcune criticità rimangono». In parte potrebbero essere attenuate con la realizzazione della fermata programmata dal Comune nei pressi dell’Itis, a Vobarno, ma non ancora messa a punto. Un ritardo, spiega la preside, «che non consente a Tpl di attivare le corse che ci erano state promesse».

Per quanto riguarda la sede di Idro il servizio è bene o male garantito, ma si teme un altro problema, peraltro non imputabile al Tpl: «I ritardi nelle nomine dei docenti - spiega Marzio - non consentiranno, a inizio anno, di programmare le uscite scaglionate degli studenti. Usciranno tutti allo stesso orario e questo inevitabilmente genererà problemi di sovraffollamento sui mezzi». In ogni caso, per la preside dell’istituto valsabbino il bilancio di collaborazione con Tpl è positivo. Anche se, come sempre, si potrebbe fare di più. «Servirebbero politiche di sostegno all’istruzione di tipo diverso. In Trentino - conclude Marzio guardando alla vicina Provincia autonoma - il trasporto è gratuito».

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