La carica dei 40mila studenti pendolari sta per mobilitarsi sulle strade bresciane. E, in vista della prima campanella, che suonerà il prossimo 14 settembre, l’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Brescia e l’Ufficio scolastico territoriale stanno mettendo a punto il sistema che, soprattutto nelle prime settimane, avrà l’onere di reggere l’onda d’urto e garantire il servizio a migliaia di famiglie.
Strategie
«Stiamo lavorando secondo una pianificazione che dovrebbe darci riscontri positivi anche quest’anno, sulla base dell’avvio dello scorso anno scolastico che era andato discretamente», spiega il presidente dell’Agenzia del Tpl Giancarlo Gentilini. Le incognite, però, sono legate soprattutto all’imprevedibilità delle aperture delle scuole, che tra orari ridotti, supplenze e cattedre vuote determina uno scenario mai statico. «Lo scorso anno non c’erano stati grandi intoppi anche perché l’ufficio scolastico territoriale era riuscito a gestire in modo più organico proprio la questione delle cattedre», conferma Gentilini. Sistema scolastico e sistema dei trasporti uniti da un unico filo, dunque. Anche in questo caso.
Oggi i bacini del trasporto pubblico individuati dall’Agenzia corrispondono ai principali agglomerati dove si registrano flussi maggiori di studenti che utilizzano mezzi pubblici: Vobarno-Idro in Valsabbia, Breno in Valcamonica, Rovato e Chiari, Orzinuovi e Montichiari. Ma l’attenzione è puntata anche sulle aree più periferiche: a Capovalle, a Valvestino e a Serle, come richiesto dai Comuni, sono stati ridefiniti i servizi sulla base delle necessità di quest’anno. A Marmentino vengono confermati gli impegni dal Protocollo intervallivo con Comune e Provincia) mentre Gargnano ha chiesto il potenziamento in primissima mattina che confligge con il servizio scuole verso Salò. Remedello ha concordato e introdotto modifiche alla viabilità che consentono di mettere in sicurezza le fermate e la salita sui bus da parte degli studenti mentre per Castelcovati, in concorso con il Comune, si sta analizzando i carichi per completare l’interscambio da Castelcovati su Chiari e Rovato. Proprio la linea di Rovato ha cambiato orario ma i servizi dovrebbero essere coerenti con le necessità dettate anche dagli interscambi sulle direttrici Brescia-Castegnato-Ospitaletto o verso Chiari.
Criticità
Sotto i riflettori ci sono poi le aree a rischio idrogeologico: a seguito del dissesto in Valcamonica del 20 agosto scorso, l’Agenzia riferisce che il servizio non dovrebbe subire problemi tra Sonico e Malonno (anche se resta l’incognita del ponte temporaneo nella frazione di Rino, per il quale si sta compiendo una corsa contro il tempo).
Confermato il servizio, seppur su strada alternativa, anche a Pisogne (interessata dalla frana che dal dicembre scorso ha paralizzato l’arteria principale per la Val Palot). A regime viaggeranno ogni giorno in tutta la provincia oltre 500 bus, che su più turni sposteranno migliaia di studenti, lavoratori e famiglie nel tragitto casa-scuola o casa-lavoro.
Biglietti congelati
«Una buona notizia è anche la conferma del congelamento degli aumenti dei biglietti», conclude Gentilini. Una decisione – valida per abbonamenti e ticket per i servizi delle reti urbana ed extraurbana – che segue quella analoga già adottata nel 2024 e nel 2025. Lo scorso 13 luglio la Giunta regionale aveva deliberato l’incremento tariffario di quasi il 4% per il trasporto ferroviario e di quasi il 2% per gli altri servizi. Ma l’Agenzia di Brescia è riuscita ancora a fare scudo a tutela dei viaggiatori agendo sulla propria autonomia. Una scelta non indolore: a compensare i mancati introiti saranno Broletto e Loggia per il 2024 e il 2025, mentre per l’anno in corso a coprire il buco sarà la stessa Agenzia.




